Instant Search

“Ho perso mia moglie. Questa è la mia canzone per lei”

ho-perso-mia-moglie-questa-e-la-mia-canzone-per-lei

Qualche mese fa un collega psicoterapeuta mi ha scritto un’e-mail. Mi ha descritto la sua storia e mi ha fatto sentire una traccia. Mi ha molto commosso. Gli ho chiesto di scriverla, così da pubblicarla, e far conoscere a tutti questa vicenda, drammatica e bellissima allo stesso tempo. Lo ringrazio ancora.

Queste le sue parole: 

“Ci sono momenti, nella vita, che ti arrivano addosso indesiderati, perché la vita è così, ha una sua giustizia a noi sconosciuta, che non possiamo comprendere, ci dà e ci toglie con la medesima benevolenza e crudeltà.

Ma le emozioni rimangono.

Continua a Leggere

Sziget: un’esperienza che cambia la vita di una ragazza

Sziget un esperienza che cambia la vita di una ragazza_1

Nel Maggio/Giugno 2015 Lo Psicologo del Rock in collaborazione con lo Sziget ha indetto un concorso in cui si metteva in palio il 7 Days Pass per il Super-Festival che si svolge a Budapest.

Vi riportiamo di seguito la testimonianza di Assunta che ha vinto il concorso, è volata sull’isola di Obuda ed ha vissuto un’esperienza non solo di divertimento ma di vera crescita personale.

Ecco le sue parole

Continua a Leggere

Ascoltare canzoni tristi: il primo passo per il cambiamento?

ascoltare-canzoni-tristi-il-primo-passo-per-il-cambiamento_1

Spesso ci capita di ascoltare musica triste proprio quando siamo più abbattuti o ci sentiamo molto giù. Se digitiamo “canzoni tristi” su Google, appaiono tante playlist fatte con questa funzione. Perché?

Se una delle funzioni principali dell’ascolto di musica è migliorare il proprio umore (leggi qui l’articolo che lo spiega), come mai scegliamo inconsciamente di sperimentare l’emozione della tristezza? Continua a Leggere

Perché ascoltiamo la musica? 6 motivazioni raccolte dalla scienza

perche-ascoltiamo-la-musica-6-motivazioni-scienza_1

Ascoltare musica spesso è una delle nostre attività preferite. Una dimensione nella quale convivere e nella quale raccontarsi. Ascoltiamo musica da soli, in compagnia, in cucina, con lo smartphone, poi ancora in macchina, al lavoro, nei locali e nei centri commerciali. Ascoltiamo musica alla fermata dell’autobus, in metro, sotto la doccia. Insomma dappertutto.

Già nel 1985 M. Schafer, compositore pittore e ambientalista canadese, affermava che l’uomo viveva e tutt’oggi vive in un

Paesaggio sonoro naturale (Schafer, 1985, 29)

Continua a Leggere

www.lopsicologodelrock.it utilizza i cookies per offrirti un esperienza di navigazione migliore. Usando il nostro servizio accetti l´impiego di cookie in accordo con la nostra cookie policy. Scoprine di più Scoprine di più | Chiudi