Conosci l’alessitimia? Si tratta della difficoltà nel percepire e riconoscere le emozioni. Chi vive con l’alessitimia, non sa identificare le proprie emozioni e quelle altrui e questo influenza le sue relazioni personali e professionali.

Si tratta di una difficoltà che si declina in modi qualitativamente e quantitativamente diversi, lungo uno spettro. Questa difficoltà può essere mitigata e, in alcuni casi, superata del tutto, grazie a un allenamento mirato al riconoscimento delle emozioni. Qualche volta, l’allenamento passa attraverso la musica. Come racconta l’esperienza di Alessio.

Alessio e l’Alessitimia

Alessio è un nome di fantasia, scelto da un ironico uomo appassionato di enigmistica. Alessio è un mio paziente.

“Alessio con l’alessitimia: pare un personaggio dei fumetti!”

Sin dal primo incontro, Alessio mi porta un’interessante riflessione. Ha letto diversi articoli, riconosce nella descrizione dell’alessitimia alcune sue difficoltà e ha imparato a considerare l’alessitimia come fosse qualcosa di esterno a sé: ritiene che, “per questioni puramente logiche” – parole sue -, lui non sia l’alessitimia. Trovo questa differenziazione molto saggia  e utile e confermo:

“Tu non sei l’alessitimia, l’alessitimia è l’alessitimia. Mi aiuti a conoscerla meglio? Come la descriveresti?”

Un acronimo creato sul momento

Alessio riflette, mi chiede un foglio e inizia a scrivere. Un paio di minuti dopo mi porge il foglio, in cui trovo la scritta:

Alessitimia:

Le

Emozioni

Sono

Sopite.

Imiti

Tenti

Insisti

Mascheri

Imiti

Ancora.

Leggo e noto le iniziali calcate: è un acronimo, poetico e toccante, che mi fa venire le lacrime agli occhi.

“Si è commossa? Mi insegni a riconoscere la commozione?”

Sei facce, per iniziare

Immagine tratta da NeuroComScience

La commozione è un’emozione composta e ci serve partire da qualcosa di più semplice. Così scelgo di proporre ad Alessio una ricerca di diversi anni fa, di Ekman e Friesen, sulle espressioni facciali legate alle emozioni. Sei sono le emozioni base identificate dai ricercatori: paura, rabbia, gioia, tristezza, sorpresa e disgusto.

Ognuna di esse è correlata a espressioni facciali ben precise e faccio leva sulla passione per la codifica enigmistica di Alessio, insegnandogli a riconoscere i pattern muscolari attivi durante la manifestazione di queste sei emozioni.

Si tratta di un lavoro lungo, che ci richiede impegno, dedizione, una discussione – che ci permette di fargli notare la rabbia – e tanta voglia di farcela.

Ci aiuta Ligabue

Alessio ama le canzoni di Ligabue che sceglie di utilizzarle per accompagnare questo percorso. In due modi:

  1. Canzoni motivazionali, che gli  ricordano l’obiettivo;
  2. Canzoni che associa alle espressioni facciali che impara via via a identificare e che lo aiutano a rievocare e riconoscere le emozioni quando le incontra.

Due canzoni motivazionali

Della seconda canzone, mi fa una dedica, sottolineando le parole:

Sei qui per dire
che il meglio deve ancora venire
che il meglio deve ancora venire

ti voglio credere perchè tu ci credi
perchè sei dolce tanto quanto sei dura
io ti voglio credere perchè sei sicura di qualcosa

Sei canzoni per sei emozioni

Tristezza

E le tue gambe andavano sempre

solo sempre più adagio

e le tue braccia reggevano a stento

il peso della valigia

Rabbia

A parte che ho ancora il vomito per quello che riescono a dire
Non so se son peggio le balle oppure le facce che riescono a fare
A parte che i sogni passano se uno li fa passare
Alcuni li hai sempre difesi, altri hai dovuto vederli finire

Paura
G come guerra
E giù tutti quanti per terra
Non basta restare al riparo
Chi vuol sopravvivere deve cambiare

 Gioia
Alessio dedica questa canzone alla gioia stessa, che nota essere per lui l’emozione più difficile da riconoscere.
Questa qua e` per te e non e` niente facile
dire quello che non riesco
mentre tu vuoi ridere

Sorpresa
Siamo la sorpresa dietro i vetri scuri

Disgusto/Disprezzo
Il disgusto ha un corrispettivo sociale nel disprezzo e Alessio identifica entrambi con questa canzone:

E io che il mio disprezzo me lo tengo dentro

che il letamaio è colmo già pubblicamente

ma quei presunti mi puri

mi possono baciare queste chiappe allegramente

 

 Gli effetti nel quotidiano

Alessio ha imparto a riconoscere le emozioni iniziando dalle espressioni facciali coinvolte e codificando con maestria le proprie e quelle altrui. La passione per Ligabue gli permette di continuare in questa direzione e di far suonare nella sua mente le canzoni che ha associato alle espressioni facciali e alle emozioni corrispondenti.
Sono partito dai sensi della vista e dell’udito per scoprire che ho un modo per codificare e conoscere le emozioni e le loro manifestazioni. Ora riconosco alcune emozioni in altre mie reazioni fisiche e anche se so che non è finita qui… bè, sono soddisfatto!

Per imparare a conoscere, riconoscere o approfondire il tuo mondo emotivo, hai già pensato alla songtherapy?

Puoi contattare fontanella.francesca@gmail.com oppure Lo Psicologo del Rock

 

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