bambini e musica

Tre modalità per lavorare con le emozioni dei bambini attraverso la musica

La musica è una terapia.
In effetti, esiste una stretta connessione tra musica ed emozioni umane. Ed è proprio con il fine di “regolare” un’emozione o uno stato d’animo, che spesso si ascolta musica. Pensaci: quante volte hai avuto pazienti che ascoltavano una playlist per lasciarsi avvolgere dalla malinconia o, al contrario, dalla felicità?

Come già sai, la connessione tra emozioni e musica si forma per lo più durante l’adolescenza ed è strettamente associata allo sviluppo di una propria identità, oltre che essere plasmata dall’influenza dei gruppi di pari.

Detto in maniera più semplice, le persone eleggono come gruppo o artista preferito, lo stesso che ascoltavano con i loro amici al liceo o all’università. Ed è in questi stessi brani che si ritrova il conforto.

Ad ogni modo, una ricerca ha dimostrato che l’influenza data dalla musica sulle emozioni comincia molto molto prima: mette le sue radici nell’infanzia dell’individuo. Non sorprende che i bambini gravitino naturalmente intorno alla musica: essa, infatti, può essere utilizzata perfino per influenzare le loro emozioni.

Bambini e musica: la ricerca dimostra come la seconda possa influenzare le emozioni sin dall’infanzia

Da un recente studio pubblicato da Frontier in Human Neuroscience è emerso che la musica può essere utilizzata per facilitare cambiamenti legati a specifiche emozioni già nei bambini in età prescolare.

Di seguito le tre ragioni per le quali è emerso che le canzoni possono essere un metodo efficace per affrontare i bisogni dell’infanzia:

  • la musica è adatta allo sviluppo;
  • esiste una documentata connessione tra musica, emozioni ed eccitazione fisiologica anche nei bambini;
  • la musica è tipicamente utilizzata nelle interazioni tra bambini ed altre persone.

Oggi voglio consigliarti tre giochi musicali da intraprendere con i tuoi piccoli pazienti o da proporre alle loro mamme.

Cambiamenti… Musicali

Esistono diversi cambiamenti nella giornata di un bambino: il risveglio, la scuola, il cambio classe, le attività e così via. Data l’alta energia ed il caos che possono fornire questi momenti di transizione, si rischia di avere un bambino instancabile e troppo vivace.

La musica può aiutare ad assorbire meglio i cambiamenti all’interno della giornata. Ad esempio, si possono riprodurre brani lenti per circa 5/7 minuti durante il tempo di transizione (es. nel tragitto casa, scuola) ed è possibile avere brani diversi per i differenti momenti della giornata: uno per il risveglio, una per la nanna, una per lavare i denti e così via dicendo.

Le canzoni come gioco

I bambini amano giocare: è il loro passatempo preferito. Ed è proprio attraverso le attività ludiche che imparano a socializzare e si formano culturalmente.

Fare dei giochi musicali può aiutarli ad esplorare i suoni. Gioca con le parole delle canzoni utilizzate nelle transizioni quotidiane, batti sulle pentole o sui piatti, bicchieri con delle posate. Insomma, l’importante è creare ritmo con oggetti casuali.

Questi giochi possono anche essere momenti di canto insieme: canzoni divertenti ed anche un po’ sciocche, brani dei cartoni animati… Non ci sono limiti alla fantasia.

Le canzoni per calmare

Ci sono momenti in cui giocare ed altri in cui stare calmi e tranquilli. Quando il bambino è turbato e ha bisogno di sentirsi meglio, ma anche quando il piccolo è troppo energico, la musica può aiutare.

In realtà è il canto più che la musica ad essere utili in questi casi. Perché? Semplicemente perché cantare una canzone aiuta il bambino a reindirizzare l’attenzione, con un conseguente calo dell’eccitazone fisiologica. Ma, in definitiva, è la connessione che si crea tra i due individui (bambino ed adulto) che porterà il piccolo a calmarsi.

Anche l’UNICEF utilizza la musica per ridurre il senso di ansia in età infantile

Proprio perché la musica è importante a tutte le età, anche UNICEF ha cominciato ad adottare i programmi di musicoterapia per bambini.

Musiqati, o My Music, è il primo progetto dedicati ai bambini rifugiati nei campi profughi per aiutarli a far fronte a traumi e perdite grazie alla musica, migliorando le loro capacità di comunicare ed esprimersi.

Musiqati nasce da esperti musicoterapeuti ed è un programma dedicato a bambini ed adulti che vivono nei campi profughi in Giordania. Sperimentato per un anno nel Makani dell’UNICEF, ad oggi esistono diversi centri che offrono questo servizio.

Secondo quanto dichiarato dalla stessa UNICEF, il 65% dei bambini che hanno partecipato a Musiqati hanno dimostrato progressi in termini di partecipazione, capacità decisionale e sicurezza caratteriale.

Questi sono risultati importanti per tutti i musicoterapeuti, in quanto dimostrano che la musica può portare un grande beneficio anche a quei bambini che hanno subito grossi traumi in età infantile.

La musica non è solo intrattenimento: aiuta i bambini a gestire le proprie emozioni e, in caso di shock in tenera età, può aiutarli a sognare un futuro migliore.

Let the music play ❤

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Pubblicato da

Valentina Baldon

Curiosa e con la voglia di stare sempre sul pezzo. Mi occupo di SEO copywriting, Content e Social media management e formazione dedicata alla comunicazione digitale, sia per PMI che per enti non-profit. Citando una tra le mie canzoni preferite, vivo di sogni e di idee.