Brain Composer, cosa sono? Storia delle melodie pensanti

I Brain Composer o detti anche BCI sono una nuova tecnologia capace di comporre delle melodie musicali tramite il potere del pensiero.

Si tratta di un’interfaccia che collega il cervello umano al computer e, da questa connessione, si può comporre e ascoltare musica utilizzando nient’altro che la mente.

Sembra incredibile ma, esiste. Nasce così la storia delle melodie pensanti.

Vieni a scoprire che cosa sono e come funzionano!

 

Brain Composer o BCI: cosa sono e come funzionano

I Brain Composer o BCI sono tecnologie in grado di guidare il funzionamento di protesi speciali e svolgere attività, anche banali, come navigare su internet o gestire la comunicazione utilizzando la mente e il pensiero.

Gli inventori

L’interfaccia è stata progettata a Graz, presso l’Istituto di Neural Engineering, da Andreas Pinegger e Selina C. Wriessnegger e guidati da Gernot Müller-Putz.

Il Brain Composer nasce come programma di scrittura ma poi lo sviluppo di una nuova applicazione ha gettato le basi per comporre e suonare la musica con la mente.

e trasferirle su una partitura musicale, personalizzata e originale.

 

Le onde cerebrali si trasformano in musica!

Il software in questione registra, secondo il metodo P300, le onde cerebrali che vengono emesse quando il compositore si concentra sulle singole note o lettere. Le rielabora e, sulla base dei dati forniti mentalmente, costruisce quelle che sono vere e proprie melodie pensate e pensanti.

Brain Composer: cosa serve per attivarli e progetti futuri

La ricerca che ruota attorno ai Brain Composer si sta orientando sui benefici per le persone disabili.  Le prime prove musicali sono state eseguite grazie al contributo di 18 soggetti perfettamente sani.
Le persone che si sono prestate all’esperimento per la realizzazione dei Brain Composer sapevano suonare uno o più strumenti musicali. Ciò prova che già alla base possedevano le abilità compositive e la conoscenza del linguaggio musicale necessarie per sviluppare l’applicazione nel modo più efficace e dettagliato possibile.

Non solo ricerca scientifica

Lo studio sottolinea anche che le melodie pensanti possono anche essere registrate per permetterne l’ascolto anche a chi è esterno al gruppo di ricerca.

L’idea di ampliare la ricerca anche per i disabili ha riempito di entusiasmo i ricercatori i quali, fino a 20 anni fa, non avrebbero immaginato un risvolto simile.

Creare musica anche dallo smartphone!

Una storia che si sta svolgendo anche sugli smartphone, per rendere ancora più semplice e accessibile l’uso di questa innovazione tecnologica. A beneficio di tutti coloro che amano la musica, in tutte le sue forme di composizione e fruizione.

Le idee sono tantissime, alcune applicabili sul breve periodo e altre che richiedono un po’ di tempo in più. Immaginabili o meno, il potere del pensiero e la ricerca scientifica ora non hanno più dubbi, si può fare!

E tu? Stai già progettando la tua melodia pensante? 🙂

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Pubblicato da

Rita Fortunato

Classe 1984, diploma in Grafica Pubblicitaria e Fotografia, laurea in Lettere. Blogger di ParoleOmbra. Da sempre attratta dai libri e dall’arte della scrittura, passo il tempo a leggere e a scrivere e a rileggere e riscrivere. Qualsiasi cosa.