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Category Archives:Biografie

Cosa ci insegna David Bowie (sulla vita e sulla morte)

Il 10 Gennaio 2016, ci ha lasciato all’età di 69 anni David Robert Jones, in arte David Bowie.

L’artista ha trasformato la sua vita in arte: ogni suo album può rappresentare una fase di vita e la sua ultima opera, Blackstar, può rappresentarne la fine. 

Anche questa volta il Duca ha colpito: album inaspettato, caratterizzato da sfumature e sonorità tetre e oniriche.

Un album che può essere molto utile a livello psicologico, che può aiutare ad avvicinarsi al tema difficile della nostra dipartita (e che può spingerci a vivere in maniera più piena i nostri giorni).

Il tema predominante di questo lavoro è la morte, che torna in quasi tutti i testi delle canzoni e in toni molto concreti, soprattutto dopo una lettura e ascolto post-mortem.

Bowie appare, nei video, fortemente invecchiato e dimagrito; ciò nonostante non era minimamente sospettata dai fan la sua malattia. Continua a Leggere

John Lennon: infanzia, psicoterapia e “dipendenza” da Yoko Ono

John Lennon è stato un personaggio cardine non solo della musica ma anche della società del ‘900.
Ma dietro la maschera del Beatle spaccone o quella del profeta della pace si celava una persona fragile, insicura, tormentata.

Le origini del male

Il padre di John si allontanò da lui in tenera età: John visse questa distanza come un abbandono. Venne presto assegnato alle amorevoli ma severe cure della zia materna, pur vedendo regolarmente la madre Julia. Lo zio George (figura maschile che sostituiva il padre) morì quando John aveva 11 anni. La madre Julia fu vittima di un incidente stradale quando lui era adolescente (17 anni).
La sua vita fu quindi segnata da PERDITE; lasciando un’indelebile traccia in lui.

Aiuto!

John era già famoso quando scrisse Help, canzone che dietro il ritmo allegro celava una vera e propria richiesta d’aiuto.

Non ho più tanta fiducia in me
Spesso mi sento così insicuro
Aiutami a rimettermi in piedi
Per favore, non potresti aiutarmi? 

Come dichiarò inseguito “Ero grasso e depresso e stavo invocando aiuto. Per davvero.”

Dalla droga alla spiritualità

Il bisogno di comprendere, di sapere, di AVERE RISPOSTE, prese varie forme: all’inizio nell’esplorazione della marijuana, poi nelle visioni indotte da LSD, fino ai viaggi in India e la devozione ai santoni dello spirito.

Psicoterapia: la scoperta di sé

L’eroina aveva fatto la comparsa nella vita di Lennon.
Yoko Ono passò un libro a John, era di uno psicoterapeuta californiano Arthur Janov: parlava della sua nuova forma di cura chiamata Primal Therapy. John se ne innamorò subito e cominciò a seguire un percorso.
Il terapeuta trovò in John

una spaventosa mancanza di tenerezza

John stesso faceva progressi, e dichiarò

Sei costretto a renderti conto del tuo dolore […] la maggior parte della gente scarica il proprio dolore attraverso Dio, la masturbazione o qualche sogno di successo… Io ho iniziato a guardare in faccia la realtà anziché andare sempre alla ricerca di una specie di Paradiso. 

Da questo percorso nacquero le canzoni del suo primo LP da solista, intriso di tematiche psicologiche.

Yoko Ono: amore o dipendenza?

John non poté proseguire il percorso poiché il suo terapista erano tornato in USA e lui aveva problemi col visto; lo stesso terapeuta pensava che John avesse ancora molta strada da fare, era ancora un “bambino spaventato“.

John allora si rifugiò ancora di più nel suo rapporto di FUSIONE con Yoko Ono: compagna non solo di vita ma ormai inscindibile partner lavorativo che compariva insieme a lui in tutte le produzioni e in tutte le interviste.

A lungo si è scritto se questa relazione fu l’origine della fine dei Beatles; ma una cosa è certa: John visse un legame che non aveva mai sentito; talmente era alta la PAURA di perderla che egli era affetto da patologica GELOSIA, passavano 24 ore al giorno insieme; quando Yoko forzò una separazione, “spedendolo” a Los Angeles, lui visse di nuovo l’ABBANDONO, ricadendo nell’alcol e invocandola tutte le sere al telefono di farlo tornare da LEI.

A voi la considerazione se fu amore o dipendenza…o entrambi.

Dr. Romeo Lippi

La voce di Califano: trasformare una malattia in una carriera

Il Califfo trascurava ormai da mesi una tosse fastidiosa.

Recatosi finalmente dal medico, la diagnosi fu implacabile: cordite cronica; praticamente una delle due corde vocali si era talmente irrigidita e la vibrazione non sarebbe più stata quella di prima dell’infiammazione.

La voce di Califano non sarebbe più tornata quella che lui conosceva: era diventata più rauca e profonda.

Da quel momento, la sorpresa: quel tono così basso divenne il tratto DISTINTIVO del Califfo.

Come afferma il compianto Franco nel suo libro “Senza Manette”

Mi sono sempre considerato uno sfortunato vincente: devo tutto alla cordite cronica.

Cosa ci insegna questa vicenda?

Che i vincenti, coloro che non si fanno buttare giù dalla sfortuna e non cadono nel PESSIMISMO totale, riescono a TRASFORMARE qualcosa che è un difetto, un handicap in un TRATTO DISTINTIVO.

Nella CRISI intravedere sempre l’opportunità.

Alex Turner: come un timido può diventare un sex symbol

Alex Turner, cantante e autore del gruppo inglese Arctic Monkeys, era TALMENTE TIMIDO, agli albori della band,  da lasciar cantare un altro.

La rivista Blender lo ha descritto come

“il membro meno loquace del gruppo, esita così tanto nel rispondere che finisce per avere dubbi sulle sue stesse parole”. 

Nel video seguente potete sentire la sua voce TREMARE mentre presenta il pezzo:

Col tempo sembra essere diventato più estroverso; Jamie Cook, il chitarrista della band, ha recentemente dichiarato

Alcune persone sono rimaste spiazzate dal cambiamento di Alex,  ma io penso che sia molto meglio il modo in cui si comporta adesso

Qui possiamo vederlo che sprigiona sicurezza, fascino e PURA SENSUALITA’:

https://www.youtube.com/watch?v=IwtTeWIPVkg

Da parte sua Turner ha ribadito di non amare stare al centro dell’attenzione. 

Sarà il successo o è un maschera?

Le nostre esperienze di vita modificano quello che siamo, la nostra personalità.
Sicuramente esibirsi ogni sera davanti a MIGLIAIA di persone che cantano a squarciagola le tue canzoni e essere INSEGUITO da BELLE ragazze, non avrà lasciato indifferente l’autostima del Turner.

Non credo che Turner sia un finto, mi sembra autentico sul palco; allora com’è possibile tutto questo?
Rimanere timidi e al contempo sicuri?

POSSIBILE! Possiamo infatti sviluppare una grossa sicurezza in noi su un campo specifico (si chiama AUTOEFFICACIA) e rimanere comunque delle persone tendenzialmente insicure su altro.

I successi personali sono i principali ALLEATI del senso di efficacia (ci lavoro molto su questo aspetto con i miei clienti a studio).

Essere veramente fichi sul palco e, contemporaneamente, avere paura di scartare i regali davanti agli altri (Come ha dichiarato lo stesso Turner).

QUINDI, SE SIETE DEI TIMIDONI COMPLESSATI: Perché non può succedere la stessa cosa a VOI? Pensateci! 😉

Dr. Romeo Lippi

 

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