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Category Archives:Vivere rock

La psicologia del concerto allo Sziget Festival

Lo psicologo del rock Sziget

Anche quest’anno torna l’appuntamento con lo Sziget Festival, un evento musicale che marca i ricordi di tutti coloro che hanno partecipato a questa esperienze di musica, divertimento, crescita personale, e non violenza. L’idea principale è quella di fare ascolto di buona musica, tornando a rivivere in una condizione di pace e non violenza, tutte le emozioni che la musica tira fuori.

Cos’è lo Sziget?

Negli anni il Festival è stato protagonista di una enorme evoluzione sia in numero di partecipazioni sia in valore artistico. Era il 1993 quando tutto nacque come semplice rassegna per gruppi locali   Continua a Leggere

Sziget: come la cultura cambia i comportamenti

Siamo stati anche quest’anno allo Sziget Festival sull’isola di Obuda (Budapest):  una settimana di concerti, dj set, spettacoli teatrali, acrobati, giochi, esperienze, insieme ad altre 500.000 persone. Il festival musicale più grande d’Europa.

Oltre le persone, gli artisti, le esperienze, le bellissime video interviste ai gruppi italiani (che presto metteremo online), la cosa che più mi ha colpito è vedere questo grande esperimento di psicologia sociale: come interagiscono mezzo milione di persone? Ci sarà una guerra? Ci saranno rapine e stupri? Continua a Leggere

Sziget: un’esperienza che cambia la vita di una ragazza

Nel Maggio/Giugno 2015 Lo Psicologo del Rock in collaborazione con lo Sziget ha indetto un concorso in cui si metteva in palio il 7 Days Pass per il Super-Festival che si svolge a Budapest.

Vi riportiamo di seguito la testimonianza di Assunta che ha vinto il concorso, è volata sull’isola di Obuda ed ha vissuto un’esperienza non solo di divertimento ma di vera crescita personale.

Ecco le sue parole

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Landlord: la musica è terapeutica quando non ci fa sentire soli

Ho intervistato i Landlord, una giovane band emiliana dal retrogusto Electro Pop.

Nascono nel 2012 e, passando per X Factor, adesso sono impegnati nel loro AsideTour che toccherà diverse città della penisola, da nord a sud. Aside, appunto, è il loro ultimo EP del quale ci hanno accennato anche nell’intervista.

Ho voluto chiedere loro cosa ne pensano sulla musica come strumento per curare la propria anima e per dare spazio alle proprie emozioni. Ne è venuta fuori un’intervista davvero interessante.

Ascoltando i testi e la musica di Aside, il vostro nuovo EP, ci siamo accorti che ci sono due emozioni che emergono particolarmente, la tenerezza e la sofferenza. Che rapporto c’è fra la vostra musica e queste due emozioni?

Francesca (autrice dei testi, piano e voce)
Ah…non siamo preparati su queste domande (scherzo). I pezzi di Aside sono nati prima dalla musica e poi dal testo e abbiamo cercato di scrivere a parole quello che sentivamo in musica. C’è molta corrispondenza fra quello che sentiamo e quello che abbiamo scritto forse anche perché

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I 6 tratti di personalità più frequenti di chi va ad un festival

Ho intervistato Carlotta Zuccaro per capire, insieme a lei, i profili psicologici di chi frequenta i Festival.

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Carlotta Zuccaro

Carlotta si occupa di musica a tutto tondo: ha lavorato come ufficio stampa (Heineken Jammin Festival 2012, Sanremo 2012, Wind Music Awards), come booking, segue direttamente alcuni artisti (The Cyborgs), ha lavorato nella produzione di X-Factor, e lavora a vari Festival: Balaton Sound, Sziget e l’Home Festival che si svolgerà a Treviso dal 3 al 6 Settembre 2015.

Sintetizza così il suo lavoro:

Io porto divertimento, cultura e libertà; credo molto nel valore formativo della musica sull’individuo.

I Tratti di Personalità

La nostra personalità ha caratteristiche abbastanza stabili e specifiche: chi più estroverso, chi meno, chi più narcisista, chi più sospettoso.
Si chiamano appunto tratti; ognuno di noi ha dei tratti che emergono più degli altri e ci definiscono; non è assolutamente patologico, è la normalità; solo quando i tratti sono così estremi da creare problemi a sé e agli altri si parla di disturbo; quindi leggete le definizioni che darò come ipotesi di caratteristiche e non di malattie.

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1. Il Fan puntuale

Quello che viene per LA SUA band, che guarda con gli occhi innamorati ai suoi artisti preferiti, che quando incrocia l’organizzatore dice “Grazie” per aver invitato proprio quel musicista. Qui il tratto di personalità ossessivo/preciso forse emerge più di tutti.

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2. Il festival Lover sulle nuvole

Chi gira nel festival e magari neanche si avvicina ad un palco; prende il sole, legge un libro, ascolta un reading, spensierato. Vive l’atmosfera da festival. Si perde, senza farsi male, nell’esperienza. Forse un po’ sulle nuvole (tratto di personalità schizotipico).

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3. Il Sorpreso

Chi si trova a pogare e non l’ha mai fatto, chi a ballare la musica balcanica che pensava di odiare. In lui scatta la partecipazione. Si butta, prova, si stupisce dell’esperienza; è il tratto timoroso che si lascia andare e scopre nuove cose di sé e del mondo.

4. L’Innamorato

Ai festival sbocciano amori come se piovesse; è un mondo a parte, parallelo, dove ti succedono cose che nel quotidiano non avvengono. Così le passioni si accendono veloci, magicamente. Un piccolo delirio positivo di emozioni (vedremo se tornati alla normalità l’amore regge).

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5. L’Estremo

Gente che si traveste da Carnevale, con la pelliccia e ci sono 40 gradi.
Gente che salta, balla e canta alle 4 di mattina, fa le capriole (senza aver assunto droghe).
Gente che va in giro con un cartello “regalo abbracci”.
Forse qui la voglia di stare al centro dell’attenzione emerge più di tutto (tratto istrionico).

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6. Il Bambino Libero

Sotto la pioggia, sotto la tempesta danza e si rotola nel fango e abbraccia tutti e tutti si divertono; Woodstock e pace. Rispetto e non violenza.
Emerge uno specifico stato dell’Io: il Bambino Libero, la parte più autentica del nostro essere, che ci permette di giocare anche se siamo adulti.

Cos’è e cosa non è un festival

Secondo Carlotta,  quando si parla di festival, gli italiani tendenzialmente pensano al Festival di Sanremo, ma quella è una line-up, una rassegna.

In un festival non c’è solo un genere musicale; inoltre ci sono diverse esperienza, non solo musicali: altre forme d’arte, cibo, dormire, semplice poter stare lì e socializzare.

La ringraziamo per la bella intervista e speriamo di vederci/vedervi presto su a Treviso.

Dr. Romeo Lippi

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