diventare buoni genitori

Billy Joel, Fedez e J-Ax possono insegnarti a diventare un buon genitore: scopri come

Quanto è difficile il mestiere del genitore? Se i bambini si comportano bene, le cose sono più facili. Il problema sorge quando c’è la necessità di imporre disciplina e regole per correggere alcune azioni negative. Ma allora qual è il modo?

hai a che fare con degli adolescenti? Guarda come affrontare i momenti di difficoltà e di attacco in questo video:

Come diventare buoni genitori

Ogni volta che tuo figlio si comporta male è necessario rigirare la cosa in tuo vantaggio, insegnandogli valori preziosi come l’empatia, l’autocontrollo, la resilienza ed il trattamento delle emozioni. Punirlo sarebbe troppo semplice: metterebbe la parola stop a quel determinato comportamento nel breve termine, ma non gli impartirebbe alcuna lezione.

La ricerca, sotto questo aspetto, è molto chiara: i bambini che ottengono i migliori risultati nella vita (emotivamente, relazionalmente e anche sotto l’aspetto educativo) hanno genitori che li allevano con un alto grado di empatia.

Il trucco è mantenere chiari i limiti e le alte aspettative… Comunicando.

Semplice a dirsi, vero? Certamente, ma se ascolterai i consigli della neuroscienza e quelli di alcune canzoni che ho selezionato per te, lo sarà anche a farsi.

Sii empatico

Se tuo figlio urla e piange, difficilmente potrai sentire quello che sta dicendo. Diventare buoni genitori significa dimostrare di essere dalla sua parte, pur mantenendo chiari certi limiti.

Sintonizzati sui suoi sentimenti e dimostra che capisci quello che sta provando. Questo lo aiuterà a spostarsi verso una fase di ricettività che permetterà all’emozione negativa di dissiparsi, per lasciar spazio al pensiero positivo di connessione.

Se piange e tu urli, nel 90% dei casi le cose peggiorano. La lotta non è conversazione.

Bisogna che ti calmi: devi connetterti a tuo figlio e cercare di comprendere la natura della sua rabbia. Questo è un momento di crescita per lui e anche per il tuo percorso nel diventare un buon genitore.

La canzone n. 1 – Lullabye | Billy Joel

Penso di sapere cosa mi stai chiedendo
Penso che tu sappia cosa stavo cercando di dire
Ho promesso che non ti lascerò mai

Riduci le parole

Se ti lamenti regolarmente ed inondi tuo figlio di parole, perderai la sua attenzione in men che non si dica. Indipendentemente dalla sua età è abbastanza improbabile che le lunghe ramanzine lo incentiveranno ad ascoltarti.

Se invece darai lui (o lei) delle informazioni chiare e degli input sensoriali mirati, si sintonizzerà a te.

La canzone n. 2 – Tutto tua madre | J-Ax

E ti porterò lontano con la forza di un missile
E ti prenderò per mano
Ti porterò a giocare su un prato.

Abbraccia le emozioni

Tutti i sentimenti positivi sono permessi, ma non tutti i comportamenti. Non insistere sul fatto che le emozioni di tuo figlio siano razionali o sensate. Il messaggio da insegnare dovrebbe essere:

Puoi provare tutte le emozioni di questo mondo, ma non puoi fare sempre quello che desideri.

La canzone n. 3 – Assomigliami | Biagio Antonacci

Sarò presente la tua notte
Io padre, tu mio figlio
Diventerò più grande insieme a te.

Descrivi le cose e non predicare

I genitori si chiedono sempre perché i loro figli riescono sempre a metterli a tacere. La risposta è semplice: perché sanno cosa stai per dire e comunque lo dirai.

Loro sanno che hanno fatto qualcosa di sbagliato, quindi, anziché predicare devi richiamare l’attenzione senza troppi giri di parole.

La tendenza naturale di molti genitori è quella di criticare e predicare quando i propri figli fanno qualcosa che non gli piace. Nella maggior parte delle situazioni, tuttavia, questo comportamento non è necessario. Diventare genitore vuol dire anche imparare da sé stessi e dai propri errori, migliorando il proprio essere.

La canzone n. 4 – Prima di ogni cosa | Fedez

Il primo amore, il primo errore, il primo sole che ti scotta
Ed è la prima volta anche per me, che vedo te
Prima di ogni cosa.

Trasforma i tuoi NO in Sì con condizionale

Sì, puoi guardare la TV dopo cena. Certo, non sarà una magia, ma comunque è molto meglio di “no, non puoi guardare la TV“.

Ovviamente, alcune cose non sono negoziabili, ma spesso puoi esprimere quello che vuoi attraverso questa formula ed aiutare tuo figlio a conoscere i confini dell’autocontrollo.

Un vero e proprio NO può essere molto difficile da accettare rispetto ad un sì ma con delle condizioni.

La parola no, soprattutto se detta in tono severo e sprezzante, può attivare automaticamente uno stato reattivo. Nel cervello, la reattività può portare all’impulso di combattere, fuggire contro il divieto. Al contrario, un’affermazione positiva, anche quando non consente un comportamento, attiva il circuito di coinvolgimento sociale, rendendo il cervello ricettivo verso ciò che sta accadendo.

La canzone n. 5 – Libera | Jovanotti

Scolpirla nella montagna
Legarla ad un aquilone
Hai già imparato a non difenderti dalle emozioni.

Riassumendo

Come diventare buoni genitori? Come imparare il mestiere più difficile del mondo? Semplicemente diventando grande insieme al tuo bambino (o bambina):

  1. crea empatia;
  2. riduci le parole;
  3. abbraccia le sue emozioni;
  4. non predicare;
  5. trasforma i tuoi no in sì con delle condizioni ben precise.

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Pubblicato da

Valentina Baldon

Curiosa e con la voglia di stare sempre sul pezzo. Mi occupo di SEO copywriting, Content e Social media management e formazione dedicata alla comunicazione digitale, sia per PMI che per enti non-profit. Citando una tra le mie canzoni preferite, vivo di sogni e di idee.