Perché la musica riesce a far piangere chi l’ascolta?

Davvero la musica fa piangere senza una trasparente motivazione? Appena partono note di una canzone struggente gli occhi si riempiono di lacrime e scorrono a fiumi sulle guance. Quali sono le emozioni principali che si sono trasformate in una tristezza che si è sciolta in singhiozzi?

Anche se la musica riesce a far piangere all’improvviso, c’è un motivo per cui questo avviene.

La musica fa piangere: un’indagine su come questo accade

La musica può attivare o trasmettere una miriade di emozioni. A prescindere dal tipo di personalità e dal genere che si ascolta. Un’indagine sul perché la musica fa piangere è stata condotta dai ricercatori dell’Università della Carolina del Nord, Katherine Cotter e Paul Silvia e da Kirill Fayn, dell’Università di Sydney.

Secondo lo studio condotto su 892 persone afferma che la spinta della musica verso il pianto, in reltà, non è una novità. Difficile però è definire l’emozione precisa che ha scatenato questo tipo di reazione e per questo i partecipanti sono stati invitati a distinguere le emozioni durante l’esperimento.

Il risultato, il cui percorso comprende 16 emozioni differenti, ha portato a due risposte emotive tendenzialmente opposte.

Il 63% dei partecipanti ha riferito che dopo il pianto è scivolata nella tristezza mentre il restante 37% ha provato una sensazione di sorpresa.

Per approfondire il legame tra musica e pianto, i ricercatori hanno somministrato un test psicologico per indagare le cinque caratteristiche della personalità che sono:

  • neuroticismo (cioè le persone poco propense a essere ottimiste e propositive)
  • estroversione,
  • apertura all’esperienza,
  • entusiasmo,
  • coscienziosità.

Concludendo, i neurotici hanno reagito con tristezza alla musica mentre gli entusiasti hanno provato sorpresa e un po’ di paura. In entrambi i casi potrebbe risultare che la combinazione musica e pianto sia originata da una sensazione di timore, paura e insicurezza. Potrebbe perché, per quanto interessante, lo studio non è completo. Tutti gli 892 partecipanti erano studenti universitari e questo è un dettaglio da non trascurare. Il modo di vivere e rielaborare le emozioni, infatti, cambia anche a seconda dell’età e non solo della personalità.

La musica fa piangere perché è complessa, come le emozioni

Lo studio condotto è stato un promettente avvio per studi futuri, volti a comprendere più a fondo la complessità di musica ed emozioni e della loro interazione.

Oltre a scatenare reazioni di tristezza, la musica ha il potere anche di evocare ricordi dolorosi. Gli studenti universitari si sono resi conto, con tristezza o sorpresa, che una canzone può indurre al pianto anche senza un motivo particolare.

Per le persone più avanti con l’età la musica può, oltre che far piangere, scatenare ricordi di eventi traumatici o far venir in mente le motivazioni che hanno portato alla genesi di una determinata canzone come, ad esempio, We Will Overcome di Peter Seeger.

Una canzone sulle cui note che invitano alla solidarietà si aprono scenari di lotta contro le ingiustizie dell’umanità. Una lotta che provoca traumi emotivi e ferite difficili da rimarginare e che si riaprono con la musica per poi sfogarsi nel pianto.

Bisogna domandarsi il perché di tanto dolore e se sia davvero possibile far diventare il mondo un posto migliore. In questo senso, la musica ha un potere che, effettivamente, spaventa perché non solo può farci sentire tristi ma anche perché ricorda quanto coraggio ci vuole per cambiare veramente, in meglio.

Condividi!

Commenti