La ninna nanna per dormire meglio: ci pensa l’intelligenza artificiale!

Se il vostro problema quotidiano è il sonno, in questo articolo capiremo come, grazie ad un recente studio, sia più facile addormentarsi attraverso delle ninne nanne create ad hoc.
Scopriamo insieme di cosa si tratta!

Non riusciamo a dormire

Un recente sondaggio online della State of the Nation di AXA PPP healthcare in collaborazione con YouGov, mostra che più della metà (il 54%) di noi lotta per dormire la notte e il 10% sperimenta l’insonnia.
Questi numeri fanno comprendere come sia difficile, al giorno d’oggi riuscire a cadere tra le braccia di Morfeo.

La Playlist di Spotify

Come fare per addormentarsi?

Questa domanda ha trovato risposta in un musicista e accademico, Bede Williams (che è a capo degli Studi strumentali presso l’Università di Sant’Andrews) il quale ha commissionato ad Eddie McGuire, compositore di musica classica di fama internazionale, di scrivere una ninna nanna originale, e in Ed Newton-Rex, fondatore della Jukedeck, che ha creato la prima ninna nanna attraverso l’intelligenza artificiale.

La ninna nanna delle meraviglie

Hanno creato “Lyrical Lullaby”, che è stato registrato al Royal Conservatoire of Scotland e riunisce un’interpretazione di ciò che una ninna nanna moderna dovrebbe significare sia per adulti che per bambini.

“Parti del nostro cervello che sono legate alle emozioni hanno una linea diretta tra loro e così facendo, la musica può quindi letteralmente entrare in noi e influenzare il modo in cui ci sentiamo. Una parte importante di questo processo è il modo in cui la nostra comprensione della musica è collegata al movimento del corpo o alla cognizione corporea. La musica veloce e vivace ci fa desiderare di muoverci, mentre la musica calma e tranquilla ci aiuta a rilassarci. Molte persone riferiscono di una sensazione di caduta mentre si addormentano, e molte ninna nanne lo imitano racchiudendo melodie composte da motivi discendenti nelle note. Lyrical Lullaby ha questa caratteristica essenziale e molti altri dispositivi musicali che possono indurre in noi uno stato di riposo. “[Bede, Williams]

La Lyrical Lullaby di Eddie McGuire

Spazio all’intelligenza artificiale

In netto contrasto con il modo in cui Lyrical Lullaby è stato sviluppato, il secondo brano musicale, chiamato semplicemente Lullaby, è stato sviluppato attraverso un processo rivoluzionario di intelligenza artificiale che può comporre musica senza input umani.
La tecnologia di Jukedeck utilizza l’apprendimento approfondito, che si basa su strati di reti neurali artificiali ispirate alla struttura del cervello. Le reti sono addestrate su spartiti in formato leggibile dal computer da cui apprendono gli elementi della musica, come la melodia, l’armonia, il ritmo e la struttura.

“Una rete neurale artificiale è essenzialmente una rappresentazione dei neuroni e delle sinapsi nel cervello umano – e, come il cervello, se mostri a una di queste reti un sacco di dati complessi, fa un ottimo lavoro nel ricercare schemi nascosti in quei dati. Abbiamo mostrato alle nostre reti una grande quantità di spartiti e, attraverso l’allenamento, hanno raggiunto il punto in cui è possibile prendere una breve sequenza di note come input e prevedere quali potrebbero essere le note che probabilmente seguiranno. Una volta che una rete ha questa capacità, in sostanza ha la capacità di comporre un nuovo pezzo, in quanto può scegliere le note per seguirne altre già composte.”[Ed Newton-Rex]

Ecco la ninna nanna “Artificiale”

La ninna nanna come medicina

In sostanza la musica può essere utilizzata per ridurre l’attività del sistema nervoso simpatico, per ridurre l’ansia, la pressione sanguigna, il cuore e la frequenza respiratoria, ed effettivamente, come già sperimentato, per avere effetti positivi sul sonno in termini di rilassamento muscolare e distrazione da pensieri banali.

E tu ascolti ancora la ninna nanna prima di addormentarti? 😉

Non ci resta che augurarti buon relax!

 

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Pubblicato da

Emanuele Altomare

Psicologo, Formatore, con la passione per la tecnologia e la musica. Caporedattore del blog Lo Psicologo del Rock e responsabile del blog Lo Psicologo di Internet