Sziget: 6 motivi per andarci (raccontati da chi c’è stato)

Quando si decide di prenotare un Hotel o scegliere un ristorante, nell’era 2.0 la prima cosa che ci viene in mente è consultare chi ha provato prima di noi tale esperienza.

Dunque si  iniziano a leggere forum e blog vari, si consulta la miglior App di valutazione disponibile oggi (a nostro umile parere), TripAdvisor, nella speranza di essere sicuri che la scelta che stiamo per prendere sia giusta senza dover fare il conto con spiacevoli imprevisti. Chi non l’ha mai fatto?

Nell’affrontare un problema nuovo, la mente dell’uomo tende a osservare cosa fanno gli altri: siamo animali sociali e ci basiamo sull’osservazione del comportamento altrui…non potendo conoscere tutte le esperienze di tutte le persone ci basiamo su quelle visibili (come per Tripadvisor).

Analisi Lessicale

Noi de Lo psicologo del rock abbiamo deciso di farlo per voi e abbiamo consultato più di 200 recensioni inerenti lo Sziget Festival di Budapest.

https://www.youtube.com/watch?v=k_JqgPOJBpA

Per dare una valenza più oggettiva alle conclusioni abbiamo eseguito un’analisi lessicale, stilando una classifica dei vocaboli più utilizzati (contando il numero di volte che vengono ripetuti nelle recensioni e considerando la valenza espressiva nel dare un giudizio).
Su 214 recensioni:

– più dell’ 83% reputano il Festival “eccellente

–  13% “molto buono”,

– 3% “nella media”

1%  si divide equamente tra “scarso” e “pessimo”.

Ecco a voi la classifica!

6° Conoscere

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 33 presenze per tale verbo.  Utilizzato soprattutto nell’espressione “ho conosciuto molte persone” il termine sottolinea come ci sia un’alta, spensierata e multietnica atmosfera di socialità all’interno dell’isola. Come dire “tutti amici di tutti”. Alla Woodstock insomma.

5° Divertimento

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Parola ribadita per 42 volte; viene per lo più riferita alle varie attrazioni all’interno dell’isola che ospita il Festival oltre ai numerosi concerti.

4° Esperienza

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43 cartellini timbrati. Si mette l’accento sul vissuto dell’utente al Festival e gli aggettivi che l’accompagnano sono per lo più “incredibile”, ”fantastica”, “indimenticabile”.

3° Cibo

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Da buon italiani ci sentiamo consolati  nel sapere che il gradino più basso del podio se lo va a prendere la parola “cibo”. “Il cibo è ottimo”, “varietà di cibo”, “per il cibo buon rapporto qualità/prezzo”.

2° Migliore/Best

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Con 75 presenze  va a prendersi la medaglia d’argento. Associato ad espressioni quali “il miglior Festival di Europa”, “il miglior festival della mia vita”, “il miglior festival a cui ho partecipato”.

1° Musica

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Non poteva essere  che “musica”, ripetendosi per 114 volte. “Ottima musica”, “ogni tipo di musica”, “musica per tutti i gusti”, “musica fantastica” sono le espressioni più usate.

Prezzi, fila e fango.

Ma possibile dunque solo parole positive  e nessuna critica? Assolutamente no. Sono presenti anche le parole “costoso”, riferito al biglietto e al cibo, “fila” ,riferita ai tempi di attesa per entrata, bagni e  vari stand, “fango” ,riferito al pantano inevitabile di quando piove,  zanzare, che tuttavia sommate tra loro non arrivano al numero di ripetizioni della nostra parola ultima classificata.

Dr. Francesco Maria Insogna

Ecco perché quando sentiamo la musica proviamo piacere

Come è possibile che la musica, uno stimolo astratto, provochi piacere, proprio come brame più carnali, come il cibo e il sesso?

Perché “accende” le stesse aree cerebrali: il sistema della ricompensa, che si trova in una settore specifico del nostro cervello (il sistema libico), si attiva con determinati stimoli, e rilascia un neurotrasmettitore, la dopamina, responsabile della sensazione di piacere. I “brividi”, il godimento, la pelle d’oca sono dovuti tutti a questo.

dopamina_esperienza_musica_piacere

Usando la PET e altre misure fisiologiche gli scienziati hanno scoperto che il cervello secerne dopamina  durante l’ascolto di musica.
Addirittura comincia a produrla PRIMA dell’ascolto… proprio come quando pregustiamo la pasta al forno che ci ha fatto la mamma.
Nello specifico, il nucleo caudato si accende per anticipare il piacere, mentre il nucleus accumbens durante l’ascolto.
Nell’immagine successiva potete vedere l’attivazione di queste aree: i punti colorati sono le secrezioni di dopamina durante e prima dell’ascolto di musica.

zatorre

Lo studio è stato pubblicato tempo fa sulla rivista Nature.

 Dr. Romeo Lippi 

Scopri quali emozioni provano le star davanti a migliaia di persone

I concerti sono sicuramente il modo migliore per incontrare la musica. Si stabilisce un feeling diretto tra artista e pubblico. L’atmosfera che si crea sotto e sopra il palco amplifica esponenzialmente le emozioni.

D’altronde, psicologicamente, dare e ricevere emozioni e creare relazioni sono i principali motivi per cui si fa e si ascolta musica.

Partecipare a un festival che dura più giorni equivale ad una abbuffata di sensazioni.
Ma mettiamoci nei panni degli artisti. Saranno supereroi invincibili, figure mitologiche o  sono semplici esseri umani anche loro? Cosa significa esibirsi davanti a migliaia di persone in delirio?

Vediamo cosa hanno detto i protagonisti dello Sziget 2015 in alcune interviste del passato:

Adrenalina

Per Sergio Pizzorno, chitarrista e compositore dei Kasabian, i concerti sono un’occasione per:

Mettere insieme più persone possibili per dargli una serata incredibile, dargli una notte speciale o ispirarli con le parole, forse poi anche loro desidereranno essere in una band o fare magari dei film. Mettere insieme tanta gente che canta è incredibile!

E per quanto riguarda invece il proprio stato d’animo aggiunge:

 Si può stare con il culo per terra ma poi la gente ti butta addosso quell’energia!…è per questo che i concerti non falliscono mai.

Panico

Ma non sempre per gli artisti l’esibirsi davanti a un pubblico è fonte di energia e di emozioni positive. Ad esempio Robbie Williams, che aprirà lo Sziget al day -1, ha ammesso nel  2009  di soffrire di:

Una tremenda forma di stage fright che peggiora con l’età. E’ terrificante, ma è un problema che voglio risolvere. Nel corso dell’ultimo tour certe serate erano facili, altre tremende: sul palco ho passato i peggiori attimi della mia vita. Mi spaventa a morte il fatto che più invecchi più questo problema peggiori.

Attacchi di panico talmente forti da averlo costretto in passato ad annullare alcuni live e a rimanere fermo per un periodo.Problema che ormai sembra aver superato tranquilli 😉

Far emergere l’incoscio

Per Eugene Hütz, leader dei Gogol Bordello,  esibirsi vuol dire  far emergere, tramite le sue canzoni,  l’identità più profonda di ognuno, arrivare alla

Liberazione da noi stessi in quanto gabbia chiusa di pensieri, liberazione dalle logiche principali che guidano il mondo.  Uno scatenare ciò che di più vero esiste dentro di noi. Celebrare la verità di ognuno di noi. Quello che siamo. Questa è vera rivoluzione!

Divertimento

Per il gruppo italiano Lo Stato Sociale salire sul palco è un modo per:

Divertirci e far divertire. Cerchiamo di mettere insieme tante cose, di ridere, di cantare e suonare, di affrontare anche argomenti più seri cercando di evitare di salire in cattedra, cerchiamo di dialogare con le persone che sono lì con noi. Cerchiamo di far stare bene chi viene ad un nostro concerto, che torni a casa più felice di quando è arrivato.

Francesco Maria Insogna

Dimmi che cervello usi e ti dirò dove vai in vacanza

Quando siamo stressati dal lavoro, dalla quotidianità o dallo studio è bello e UTILE fantasticare sulle vacanze, sul meritato relax.

Ibiza Vs Budapest?

Meta più gettonata da oltre 20 anni per lasciarsi andare al divertimento, all’assuefazione dei timpani e alla perdizione brutale della coscienza dell’essere, è notoriamente Ibiza. Si riversano ogni anno nella celebre isola migliaia di giovani  fedeli,  ma anche agnostici convertiti, della tech-house pronti ad osannare i dj più celebri del panorama mondiale.

Ma da qualche anno si sta affermando sempre di più  come meta estiva un ormai famoso festival che si propone più che come una semplice alternativa, pur mantenendo alcune affinità con lo spirito della Isla, lo Sziget Festival.

Per sette giorni, dal 10 al 17 Agosto, a Budapest  ci si concentra sull’isola di Obuda portando sulle rive del Danubio colori, arte e i migliori artisti sia dell’emisfero elettronico che del  pop ma anche e soprattutto del rock, tanto rock (eccone alcuni e la lista è in crescita):
Kasabian
– Limp Bizkit
– Foals
Interpol
– Dropkick Murphys
– The Subways

Quale cervello usiamo per capire cosa fare?

Paul D. MacLean ha elaborato un modello della struttura e dell’evoluzione dell’encefalo, descrivendolo come  “Cervello uno e trino” perché vi ha individuato 3 formazioni anatomiche e funzionali principali che si sono sovrapposte ed integrate nel corso dell’evoluzione.
Sono:
– il più antico, il CERVELLO RETTILIANO (sede degli istinti meno coscienti)

– il MAMMALIANO ANTICO o SISTEMA LIMBICO (sede delle emozioni)

– Il MAMMALIANO RECENTE o Neocorteccia (sede della coscienza e della razionalità volontaria)

Secondo chi scrive mentre la musica elettronica per la sua modalità ipnotica del ritmo rimanda più al cervello rettiliano il pop e il rock integrano anche l’aspetto emotivo (l’armonia e la melodia) e l’aspetto razionale (le parole delle canzoni).

ATTENZIONE! In questo non c’è nessun giudizio di valore: non è che chi va a ballare è meno di chi va ad un concerto…sono bisogni che abbiamo tutti e che soddisfiamo come vogliamo!

Integrazione tra cervelli

Lo Sziget unisce l’elettronica, con il pop, il rock e anche la world musica.
Quindi: ogni cervello avrà la sua soddisfazione.

Dunque un festival che propone vari generi pronto a soddisfare le varie esigenze musicali e concentrare un esercito di ragazzi con diverse personalità ma uniti nel godersi tutto ciò che l’estate porta con sé.

Noi, chiaramente, già stiamo a Budapest! 😉

Date un’occhiata!

https://www.youtube.com/watch?v=k_JqgPOJBpA

Francesco Insogna + Romeo Lippi

E tu che credevi che Vasco fosse un c*****ne, invece è un “terapeuta”

Io sono io. Tu sei tu.
Io non sono al mondo per soddisfare le tue aspettative.
Tu non sei al mondo per soddisfare le mie aspettative. 
Io faccio la mia cosa. Tu fai la tua cosa. 
Se ci incontreremo sarà bellissimo; 
altrimenti non ci sarà stato niente da fare.

Così recita la “preghiera” della Gestalt che riassume in pochi versi il senso di questo tipo di psicoterapia.

Il Vasco della psicoterapia

Si chiamava Fritz Perls, definito da molti la “rockstar della psicoterapia” perché, nella sua intensa vita, ha commesso tante birbonate: ha assunto droghe, si è perso e ritrovato 6/7 volte , è quasi finito a fare il barbone, ha fatto sesso con pazienti maschi e femmine, ha condiviso, in parte, il movimento hippie.

Fritz Perls, la rockstar della psicoterapia, durante una seduta di gruppo
Fritz Perls, la rockstar della psicoterapia, durante una seduta di gruppo

Difficile spiegare una psicoterapia in poche righe; la Gestalt provoca il paziente in maniera che prenda consapevolezza della realtà, senza false illusioni, per poi aiutarlo a compiere delle scelte di vita in cui ci si assume la responsabilità di sé.

Viene definita “psicologia dell’ovvio” perché spinge il paziente a smettere di raccontarsi le favole e a prendere di petto le cose che ha davanti, che sono ovvie ma che non accetta…quando non accettiamo che qualcuno non ci ama più, quando non accettiamo che qualcuno non cambia per noi, quando non accettiamo i lutti, le perdite e i cambiamenti.

Nel video successivo potete vedere Fritz Perls all’opera…

Che c’entra Vasco?

C’entra tantissimo. Nel Blasco nazionale ci sono tutte queste cose…la realtà per quella che è, nuda, cruda, difficile e bellissima nello stesso tempo. Tutto riassunto con un’incredibile capacità di sintesi e di poesia.

frasi come:

Mi rendo conto che il tempo vola e che la vita poi è una sola


La vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia


Non ti fermare davanti a niente
Non ascoltare nemmeno la gente
La vita è tua!


eh noi parliamo spesso sì ma è così, siamo soli


sono veramente Gestalt.
Vasco, senza saperlo, è come un terapeuta Gestalt, ci aiuta a fare i conti con noi stessi, senza filtri, senza giri di parole.

SOLO EMOZIONE PURA

Come uso Vasco nelle mie sedute

Cominciamo da un dato di fatto: Vasco è l’autore più citato dalle persone che condividono un percorso di crescita personale con me.
E ne ho fatti parecchi.
Solo a scuola ho fatto più 1.000 colloqui.

Vasco è citato:
Più di Ligabue.
Più di Battiato.
Più di De André.
Più dei Queen, Pink Floyd, Nirvana

 

Vasco è utile su tre argomenti:
1. Portare l’attenzione sul qui ed ora, sui tuoi bisogni
2. Prenderti la responsabilità delle tue scelte
3. Vivere, veramente

Queste le canzoni che incontro/cito più spesso:

  1. Vivere
  2. Ogni Volta
  3. Canzone
  4. Manifesto futurista della nuova umanità
  5. Cambia-menti
  6. Gli Angeli
  7. Un senso
  8. Dillo alla Luna
  9. Stupido Hotel
  10. Liberi Liberi

Oasis: tu pensavi che fossero solo dei beceri ed invece…

Chiaro, sono di parte: gli Oasis sono il mio gruppo preferito.

Tuttavia la loro parabola di vita è oggettiva: due fratelli nati nei sobborghi di Manchester, con un padre violento, in un contesto di disoccupazione, sbornie e piccoli/grandi drammi familiari per tutti, quasi all’improvviso riportano le chitarre distorte nel rock e diventano un’icona di una generazione.

Fanno tesoro degli unici talenti che hanno:

Liam ha la voce e l’arroganza, senza muoversi sul palco viene indicato come il miglior frontman di tutti i tempi;

Noel, medio chitarrista autodidatta, è capace di sintetizzare i propri riferimenti musicali con un testo e una melodia spaziali, crea magicamente degli inni generazionali; è una persona nella media, ma con dei momenti di ispirazione divina.

Se ce l’hanno fatta loro, persone comuni, perché noi/voi non possiamo raggiungere i nostri sogni?


La canzone che mi trasmette più positività, io la definisco la canzone del “farcela”, è MORNING GLORY

Anche se la canzone parla di droga e erezioni mattutine, ha una forza devastante nelle chitarre e in alcuni passaggi di testo.

“Tutti i tuoi sogni finiscono
Quando sei incatenato allo specchio con il tuo rasoio
Oggi è il giorno in cui tutti vedranno
Un altro pomeriggio di sole”

Per me queste frasi vogliono dire: smettila di fare lo schiavo della normalità esci fuori e fai vedere a tutti chi sei”.