Vedder ricorda Cornell: 5 reazioni emotivi alla perdita di un amico

Eddie Vedder ricorda il suo amico scomparso. Nei titoli numerati trovate quello che sentiamo e pensiamo delle sue parole, in corsivo, appunto, cioè che ha detto.

Ti metto anche il video di come Mike Shinoda dei Linkin Park ha affrontato la morte dell’amico Chester Bennigton, ecco il video:

Sperando che tutto questo sia utile a qualcuno per affrontare le proprie perdite. Condividendo il dolore e la risposta a tale sofferenza ci sente meno soli. Non è questo il ruolo della musica nei casi di lutto?

1. Riconoscere il proprio stato di shock

Non riesco a concentrarmi molto, ultimamente; stavo pensando anche alla storia di questo edificio e a Bowie.

Per me non è un bene lasciare andare troppo la mente. Non parlo mai di queste cose, ma adesso non posso farne a meno perché recentemente ho perso un amico molto intimo…

2. Riconoscere il proprio dolore

Nella mia famiglia eravamo 4 fratelli e ne ho perso uno tragicamente 2 anni fa in un incidente. Dopo aver perso lui e un po’ di altre persone che amavo, non sto più bene, nel senso che non voglio più accettare questa realtà, e questo è il modo col quale sto affrontando la cosa.

3. Dedicarsi agli altri e riconoscere l’importanza delle relazioni intime

Però voglio esserci per la famiglia, per la comunità, per i miei fratelli nella mia band e per i fratelli nella sua band. Ma per certe cose ci vuole tempo, e il mio amico se n’è andato per sempre.

Per queste cose ci vuole tempo e io voglio mandare questo messaggio a chiunque sia stato colpito da questa perdita; lui per me non era solo un amico, ma qualcuno al quale guardavo come se fosse un fratello maggiore.

4. L’inconscio e i ricordi riemergono: non si può che accettarli

Due giorni dopo la notizia della sua morte, credo fosse la seconda notte, dormivamo in questo cottage vicino all’acqua, in posto che lui avrebbe adorato.

Mi sono venuti in mente questi ricordi verso l’una e mezza, come se volessero svegliarmi. Erano grandi ricordi, di quelli che avrei dovuto avere sempre in testa. E non sono riuscito a fermarli.

Cercando di dormire, mi sembrava come se i vicini avessero tenuto la musica accesa e io non potessi spegnerla. Ma è andata bene così, perché alla fine sono arrivati anche i piccoli ricordi. E li ho lasciati andare, andare, andare.

5. Non c’è volontà di tristezza ma senso di gratitudine per quello che di bello è stato

E alla fine ho consapevolizzato una cosa: di quanto sia stato fortunato ad avere ore e ore piene di… Sapete: questi erano piccoli ricordi, e io ne ho per ore.

Ma quanto sono stato fortunato? Non voglio essere triste, quindi. Semmai grato, ma non triste. Penso ancora a questi ricordi, vivrò con questi ricordi nel cuore e lo amerò per sempre.

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Pubblicato da

Romeo Lippi

Psicologo, Psicoterapeuta, Cantautore. Responsabile e fondatore del progetto "Lo Psicologo del Rock". Uso nella mia vita e nella mia professione l'integrazione tra canzoni e psicologia.