La Carta D’Identità Musicale di Francesca Andronico

Abbiamo chiesto a Francesca Andronico, Psicologa e Psicoterapeuta, di compilare la nostra Carta D’Identità Musicale. 


La Carta D’Identità Musicale è uno degli Strumenti che uso maggiormente negli allenamenti con i miei atleti emotivi. 

E’ una Playlist, composta generalmente da 10 brani, che rappresentano la persona che ho davanti. La utilizzo principalmente nella prima parte del percorso per entrare in relazione, conoscere e riconoscere i bisogni, gli obiettivi, i valori della persona che si rivolge a me e con la quale dovrò costruire un percorso di crescita. 

La musica è uno strumento privilegiato per entrare nei vissuti delle persone, per comprenderne gli stati d’animo e le sensazioni e per esprimere appunto la propria identità. 

INTERVISTA

R: Francesca di cosa ti occupi? 

F: Sono una Psicologa/Psicoterapeuta, il mio percorso professionale è poliedrico, ho messo a disposizione le mie competenze in vari ambiti della disciplina, ma la mia attività prevalente è la Formazione. Aiuto i colleghi nel percorso di abilitazione alla professione e nell’avviamento dell’attività di libero professionista, fornendogli oltre alle competenze tecniche soprattutto le Competenze Trasversali quali le abilità sociali, la gestione dei rapporti di lavoro e la capacità di costruire la propria Rete Professionale ed Interprofessionale. 

R: Ecco! Quest’ultimo punto ci interessa molto, come si fa a creare una rete di contatti che possa generare un “arricchimento” sia dal punto economico che dal punto di vista professionale/formativo? 

F: Per prima cosa identificando chi sono le persone che possono essere interessante, le persone da coinvolgere. Ma ottenere contatti non basta, occorre rendere produttivi tutti i rapporti che abbiamo intrecciato. 

R: E come possiamo ottenere questo risultato? 

F: Alimentando costantemente i legami creati per far si che rimangano “contatti caldi”, a nessuno piace essere contattato solo all’occorrenza non credete anche voi? Ma la cosa più importante da fare è essere PROATTIVI. Non possiamo aspettarci che siano gli altri a fare il primo passo se siamo noi a voler creare la nostra Rete.

R: Francesca, quali sono le canzoni che ti rappresentano di più? 

F:

  • La Sirenetta- “Parte Del Tuo Mondo”
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Mi rappresenta molto, io mi sento come Ariel che è disposta a rinunciare a tutto per lottare per ciò in cui crede, e pur di raggiungere il suo sogno rinuncia a ciò che la caratterizza (le pinne e la voce). 

Lotta contro tutti e tutto perché lei sa che vuole appartenere ad un altro mondo. 

  • Frozen- “All’alba sorgerò”
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Mi caratterizza perché Elsa, stanca delle convenzioni sociali, cerca un mondo in cui può essere libera di esprimere chi è veramente. 

  • Dirty Dancing- “Time Of My Life”
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

In cui Babe va contro le regole del villaggio e dei suoi genitori per amore perché i sentimenti sono più potenti delle regole imposte da altri. 

  • Jennifer Lopez- “Jenny from the Block”
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

In cui racconta che, nonostante il successo, lei nell’anima è la stessa ragazza del quartiere povero in cui è nata e cresciuta. 

  • Jovanotti- “L’ombelico Del Mondo”
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Dove è raccontato come si possano “fondere” e incontrare persone, anche molto diverse tra loro, in un unico punto. 

  • U2- “Beautiful Day”
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Secondo me, un Inno alla vita! La ascolto sempre, sia nei momenti in cui sono triste che in quelli in cui sono allegra. 

  • Loredana Bertè- “Non Sono Una Signora”
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Che racconta di come le cicatrici possano trasformarsi in motore, in creatività e generare cose belle. 

  • Fiordaliso- “Non Voglio Mica La Luna”
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Perché racconta di una donna che sa quello che vuole, che ha poche pretese ma obiettivi chiari e definiti.

  • Elton John- “Circle Of Life”
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Che ci fa capire come tutti appartengano allo stesso ecosistema, che parla quindi di un aspetto di appartenenza molto forte. 

Ph. di copertina di Leandro Mancino

Levante: 7 canzoni “Terapeutiche”


Claudia Lagona, meglio conosciuta come Levante è una cantante e scrittrice siciliana che utilizza il potere della parola e della scrittura per dare voce al suo mondo interiore così come la psicologia concepisce questi strumenti.


Cosa significa “potere della parola” ?
In “psicologhese” la parola e il senso della narrazione assumono un ruolo importante per dare voce non solo al proprio mondo interiore, ogni tanto, di difficile comprensione persino per se stessi; ma anche come chiave di lettura su alcuni fenomeni o accadimenti che possono verificarsi nel nostro percorso.

Molto spesso, sarà capitato anche a te, di trovarti ad una sorta di punto conclusivo di un percorso, di una strada.
A quel punto ci è concessa una sola scelta dinnanzi a due o più opzioni.
Ma prima occorre fermarsi un attimo e ricalcolare il percorso per intraprendere la nuova via da seguire.

Ed ecco che ci ritroviamo a fare i conti con i nostri bagagli emozionali, più o meno pesanti, più o meno piacevoli.

Quella che segue è una playlist rocker da cui trovare spunti di rielaborazione emotiva e il giusto sound per mantenersi attivi in quanto atleti emotivi.

1.ALFONSO


“Che vita di merda”: La Festa come immersione nel colorato caos delle possibilità.
Non è vero che, arrivata una fine, non possa esistere la possibilità di un nuovo inizio.

Ma per accettare le eventuali possibilità dobbiamo tenere conto dei rischi. No pain no gain affermano gli americani.

Spesso accade che dopo la fine di un percorso, sia esso un lavoro sia esso un amore finito.. ci troviamo ad avere a che fare con i resti e le macerie di quello che Levante, in questa ironica canzone, definisce “vita di merda.”

L’importante è usare questi periodi come concime da cui far fiorire nuovi progetti e/o conoscenze aggiungerei.

Per cui perché no ? Accetta quell’invito che rifiuti da giorni, oppure unisci alla festa di domani sera per cui proprio credi di non aver la forza di andare.
Apriti al mondo delle possibilità e chiudi il tuo cuore, per un attimo, a quel dolore che ormai ti attanaglia da troppo tempo.

Usare i propri Meccanismi di Difesa (individuati, al tempo, già dal nostro papà Freud) per combattere il carico emotivo negativo, può essere utile per distoglierci da ciò che in quel momento ci fa soffrire.

Concentrarsi sul momento presente e sul mondo esterno ci aiuta, in un primo momento, a  difenderci dall’abisso interiore.

Non dimentichiamoci, però, che questo è solo un ipotetico primo passo per tornare alla vita esterna dopo un momento di chiusura con se stessi e con gli altri e che usato troppo a lungo come strategia di Problem Solving potrebbe rivelarsi, oltre che effimero, anche caoticamente dannoso.
Parti da qui ma passa alla seconda song per arrivare agli step successivi.


2.ANDRA’ TUTTO BENE

“Hai perso il desiderio della rivoluzione.”


In un periodo storico-sociale come quello in cui ci troviamo, dove ogni affermazione di se stessi costituisce una conquista non solo con e per se stessi ma anche dinnanzi agli altri in un mondo che ci espone continuamente al giudizio altrui, non fa altro che accrescere in noi quel desiderio di “perfezione” che più che perfetti ci fa sentire quasi eternamente mancanti e manchevoli di merito; tanto ci sarà sempre qualcuno migliore di noi.

Ma, anche in questa canzone, Levante ci pone una domanda fondamentale: “questo è il futuro che sognavi per te?”
Oserei dire che ci troviamo nel futuro ogni giorno.

Ogni giorno siamo ad un passo dal salvare il nostro futuro che può essere anche semplicemente quello prossimo, quello del giorno successivo che oggi temiamo di affrontare ma che dopodomani ricorderemo nolenti o dolenti.

Quindi perché non cercare, ogni giorno, di tirar fuori quel coraggio in più per rendere la nostra vita migliore?

In tempi deserti di coraggio dobbiamo per forza rimboccarci le maniche e trarre forza da ogni cosa che può trovarsi intorno a noi… ma se prima non guardiamo un attimo dentro noi stessi non andremo molto lontano.

In tempi deserti di coraggio dobbiamo per forza rimboccarci le maniche e trarre forza da ogni cosa che può trovarsi intorno a noi… ma se prima non guardiamo un attimo dentro noi stessi non andremo molto lontano.


3.LE MIE MILLE ME


Quante volte ci è capitato di pensare qualcosa e poi fare esattamente quella opposta?
Beh spesso direi… certe volte questo accade anche senza accorgercene.



“Resto spesso al tuo cospetto a chiedermi
Il prezzo da pagare per difendermi
Dalle opposizioni delle mie metà
Stare in equilibrio dentro la realtà”



Quanti “me” coesistono effettivamente in un “Me” ?
Beh ognuno di noi ha infinite sfaccettature e questo non significa di certo che soffri di qualche particolare disturbo di personalità multipla.
Spesso i nostri desideri entrano in conflitto con le possibilità o i doveri che quel particolare periodo o contesto ci richiede, per cui ci troviamo costretti a dover scendere a compromessi per “restare in equilibrio dentro la realtà”.
Queste strategie di compromesso qualche volta ci fanno entrare in quel labirinto che descrive un po’ Claudia in questa canzone, ma ci dona anche un’interessante prospettiva:

“Dove mi trovo adesso
C’è un labirinto immenso
Ma vedo il cielo da quaggiù lo stesso”


Quante volte diciamo di sentirci come in un tunnel o in un labirinto? Ma cosa dimentichiamo sempre di fare?
Di spostare lo sguardo in un’altra direzione o anche di alzare la testa verso il cielo e di spaziare un attimo con la mente verso nuove mete e soluzioni.
Non arrendiamoci alle prime ombre piuttosto voltiamo il nostro viso verso il sole al fine di avere un po’ più di chiarezza sulle situazioni che ci affliggono.
Ne trarremo sicuramente maggiore beneficio.




4. LO STRETTO NECESSARIO


“E poi ho dovuto scegliere di rinunciare a tutto di te. Ma proverò a tenere lo stretto necessario per me.”


Un punto fondamentale di questa playlist è questa canzone.
Anche se in questo caso Levante si riferisce chiaramente ad un amore che non è più proprio vicino, il senso del testo si può trasporre anche ad una scelta che ritenevamo essere quella giusta ma che adesso ci ha condotti ad una situazione non proprio piacevole.

Cercare di trarre un insegnamento da un’esperienza negativa non è mai del tutto semplice, questo perché quest’ultima ci travolge sempre in un mix di emozioni che almeno momentaneamente offuscano la nostra ragione e di conseguenza la giusta lucidità per mettere in atto un comportamento funzionale al nostro benessere.

Una passo importante è quello di provare sempre a tenere “lo stretto necessario” per sé.

Questo è traducibile nel provare a mantenere sempre e in ogni caso, nella propria vita, quegli spazi esclusivi in cui possiamo stare soli con noi stessi senza sentirci minacciati da qualcosa di esterno, lasciando all’esterno anche quel carico emotivo spiacevole che piano smaltiremo grazie alla capacità di rielaborazione che ogni atleta emotivo è spronato a sviluppare.

Anche se può sembrare banale, avere un proprio hobby o coltivare una propria passione sia questi essere la pittura o un qualsiasi sport ci aiuta a canalizzare quelle energie in qualcosa di produttivo e sicuramente più bello che autodistruggerci.



5.CONTARE FINO A DIECI


E se arrivati fino a qui sentiamo l’esigenza di mollare tutto cosa facciamo?
Contiamo fino a dieci.
Fermiamoci e riflettiamo.
contare fino a dieci, contare fino a dieci!


“Non voglio più buttarmi via
e spaccarmi il cuore con la testa
costa!”

Così canta Levante.
Mai mandare all’aria tanto lavoro su se stessi per un attimo di sconforto.
Quindi sù, non smettere di leggere proprio adesso e passa alla successiva song.


6.GESU’ CRISTO SONO IO


Quante volte, come dicevamo all’inizio dell’articolo, il giudizio altrui e il pressante desiderio sociale di perfezione influisce su di noi?

Un passo fondamentale è ridefinire e riattualizzare l’immagine che si ha di se stessi ripulendola dalle menzogne altrui e da tutto quello che, nella situazione precedente che stavamo vivendo, ci faceva stare male.

“Per il mio sacro tempio abbandonato”. Hai ragione Levante?

La nostra mente andrebbe trattata proprio come un tempio sacro.
Mai abbandonarla o trascurarla.

Se qualcuno si è permesso di farci del male, siamo noi a doverci portare un po’ più in là del cattivo comportamento altrui o persino dai nostri stessi pensieri disfunzionali.

Stessa cosa per quanto riguarda quelle esperienze tossiche che stanno condizionando ancora il nostro presente.
Smettiamola di darci addosso e portiamoci in salvo con le nostre gambe.


7. DURI COME ME


“Capisco la difficoltà di viver di sogni”


canta la nostra cara Levante.
Fin quando tutto ciò che abbiamo detto rimane scrittura … è come farlo rimanere nei sogni.


“Questa è la guerra e combatto e stringerò i denti finché potrò”.


Forza! Passiamo all’azione adesso.
Abbiamo parlato tanto di rielaborazione emotiva e rivalutazione di Sé e della propria esperienza, ma adesso ci tocca “ambire alla cima più alta per sentirne l’eco” !

L’immobilità è davvero inutile in questi casi, dobbiamo sempre puntare alla vetta più alta e portare avanti il nostro lavoro da atleti emotivi.
Step by step.

Se hai un attimo di tempo, prova anche a guardare il video di questa canzone e prova un po’ come Levante ad affrontare la corsa superando ogni ostacolo. Vedrai che ad ogni passo che farai ti sentirai non solo più vicino alla meta ma sarai sempre più carico.

Iscriviti ai miei contenuti esclusivi gratuiti

Vasco Rossi: 10 canzoni del re degli stadi per la crescita personale

Vasco Rossi psicologo: un po’ provocatorio, vero?

Classe 1952, il Re degli stadi e del rock italiano.

Con le sue recenti sei date a San Siro è senza dubbio uno dei personaggi più influenti della scena musicale italiana.

Idolo di molte generazioni e grande trascinatore di folle.

Hai visto il mio video sulla nuova canzone di Vasco Rossi? Eccolo:

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Nei suoi brani e nei suoi album possiamo rintracciare la storia della sua “Vita Spericolata”, dall’energia e la ribellione della gioventù, alle consapevolezze maturate con l’età e le considerazioni sul mondo che si evolve.

Di seguito vi metterò una Playlist di 10 brani del Re del Rock italiano importanti per la crescita personale.

1. Manifesto futurista della nuova umanità

“Ho fatto un patto sai, con le mie emozioni. Le lascio libere e loro non mi fanno fuori!”

Il concetto di lasciare che le emozioni vengano espresse è alla base del benessere, sia fisico che psicologico.

Concedersi di sperimentare ciò che si prova in relazione ad eventi interni ed esterni è l’unico modo per non farsi uccidere dalle emozioni.

Se non ascolti le tue emozioni, saranno loro a farsi sentire “schiacciandoti” e più cercherai di soffocarle più loro prenderanno il controllo.

L’intelligenza emotiva, ossia la capacità di riconoscere le proprie emozioni e le emozioni degli altri, è un costrutto psicologico importantissimo, allenarla significa concentrarsi sul “sentire” piuttosto che sugli aspetti cognitivi.

Sembra facile ma vi garantisco che sono davvero poche le persone che riescono a riconoscere le emozioni nel momento in cui sorgono e a mettere in atto azioni congruenti al loro stato d’animo.

Seguimi su Instagram: ogni giorno nuovi video e stories! 

2. La nostra relazione

“La nostra relazione oramai non ha più senso, tu hai le tue ragioni ed io..sono forse troppo stanco. Tra l’altro non è facile ricominciare tutto. Lasciamo stare, dai! Non rifacciamo un letto ormai disfatto.”

Ci sono delle relazioni, anche con persone importanti della nostra vita, che ad un certo punto diventano tossiche per noi.

Quando l’impresa della riparazione di un legame che si è rotto presuppone troppe energie e troppa fatica, la rottura, seppure difficile da affrontare, sembra essere la soluzione più efficace per il nostro equilibrio.

La separazione presuppone un duro “lavoro” di ricostruzione di sé stessi e di ridefinizione della propria identità.

Non è mai facile da affrontare ed è per questo che necessita di sostegno da parte di persone in grado di essere empatiche e di attuare ciò che in psicologhese si chiama la relazione riparatrice, ossia una relazione in cui vengono sperimentati gli aspetti dei legami in maniera sana e che permette di curare le ferite relazionali passate o presenti.

3. Cambiamenti

“Si può cambiare solo se stessi, sembra poco ma se ci riuscissi, faresti la rivoluzione”.

Le uniche cose che possiamo cambiare davvero appartengono a noi, al nostro sé. Smettere di stare sull’altro, cercando di cambiare le sue modalità ed iniziare a stare su di sé, prendendosi la responsabilità delle proprie azioni.

Quando inizierai a cambiare te, vedrai che anche l’ambiente che hai intorno si trasformerà di conseguenza.

L’aspetto dell’assunzione della responsabilità su di sé riguarda ciò che in psicologia viene chiamato “locus of control” teorizzato da Julian Rotter.

Cosa significa? Le persone con un locus of control esterno tendono ad attribuire agli altri, al caso, all’ambiente le conseguenze delle loro azioni, ad esempio: “Non ho passato l’esame di Fisica perché mia madre continua a stressarmi con le faccende da fare a casa”.

Al contrario, una persona con un locus of control interno tenderà ad assumersi la responsabilità delle conseguenze delle proprie azioni, acquisendo così il controllo sulla sua vita, ad esempio: “Non ho passato l’esame perché mi sono lasciato prendere da altre mille cose, non ho messo abbastanza impegno nello studio.”

Le persone che sia assumono la responsabilità delle proprie azioni, dei propri errori e anche delle proprie vittorie, hanno la percezione di poter cambiare la direzione della loro esistenza, ad esempio mettendo più impegno nelle cose che fanno, questo gli permetterà di assumere una posizione di controllo degli eventi e non di “sottomissione” ad essi.

4. Credi Davvero

“Non c’è nessuno diverso, non c’è nessuno che sorride quando ha perso”.

È vero, siamo tutti diversi. Ognuno di noi ha qualcosa di profondamente speciale e unico in sé e nel suo modo di stare al mondo.

Ma non dimentichiamoci che, apparteniamo tutti alla stessa specie, e ci sono molte caratteristiche comuni che ci rendono più simili di quanto ci piace immaginare. Questa è la base dell’empatia, della compassione, dell’amore.

L’empatia è la capacità di mettersi nei panni dell’altro, di sentire con l’altro e fa parte del costrutto che abbiamo citato sopra: l’intelligenza emotiva.

Sapere che cosa si prova in relazione ad un evento, ad un pensiero ci permetterà di immaginare ed ipotizzare che cosa succede all’altro in determinate situazioni e magari di riconoscerci in lui/lei, un po’ come se fossimo davanti ad uno specchio.

5. Sally

“Ed un pensiero le passa per la testa, forse la vita non è stata tutta persa. Forse qualcosa si è salvato. Forse davvero non è stato poi tutto sbagliato. Forse era giusto così.”

Vivere con il continuo rimpianto o rimorso per il passato non ci permetterà mai di andare lontano. Bisogna imparare a perdonare e a perdonarsi, pensando anche che quello che gli altri hanno fatto o quello che abbiamo fatto noi, in un momento della vita, probabilmente era il meglio che si potesse fare.

Come dice Bernardo Paoli nel suo libro “La sottile arte di incasinarsi la vita”: Catàbasi è la possibilità che l’uomo contemporaneo può darsi di vivere un dolore fino in fondo per riemergerne rigenerato.

A questo proposito, per superare un forte dolore passato, qualcosa che riemerge e ci impedisce di andare avanti nel presente, occorre prima di tutto vivere appieno quel dolore, sentire le emozioni che lo accompagnano.

Solo così si potrà chiudere la Gestalt, ossia l’esperienza che fino ad allora era rimasta aperta, ed essere pronti ad accogliere e a vivere altre esperienze.

6.Brava Giulia

“Io voglio vivere sopra, io voglio vivere una volta sola”.

Ricordarsi che non si è eterni, che la nostra esistenza ha un limite temporale ci permetterà di vivere al meglio il nostro presente, di non accontentarci, di non lasciare andare le occasioni che la vita ci regala.

Paradossalmente, ciò che puoi aiutarci a vivere meglio il presente, a stare nelle esperienze in presenza, è ricordarci della nostra finitezza come esseri viventi.

Ricordarci che, da un momento all’altro, la nostra vita, la vita delle persone che abbiamo intorno potrebbe finire, ci permetterà di selezionare le cose più importanti e goderci il momento presente. “Memento Mori” ossia “Ricordati che devi morire”.

7. Una canzone per te

“Una canzone per te..come non è vero, sei te?! Ma tu non ti ci riconosci neanche, le è troppo chiara e tu, sei già troppo grande..”

Ci meravigliamo sempre quando riceviamo dei complimenti, quando qualcuno ci dice: “Ho scritto una canzone per te”, non ci crediamo.

Questo perché spesso siamo proprio noi a non darci il valore che in realtà abbiamo. Accettiamo i complimenti, saranno una parte importante del nostro “serbatoio di autostima”.  

L’autostima è un insieme di elementi (di tipo cognitivo, affettivo e valutativo) che definisce il proprio valore, basato su la percezione che ognuno ha di sé stesso.

L’autostima non viene nutrita solo dai complimenti, dai feedback che riceviamo dagli altri ma rispecchia le nostre esperienze di vita, di confronto con l’altro e di autovalutazione. L’autostima è legata molto alle esperienze passate ma, lavorandoci può certamente essere incrementata.

8. E adesso che tocca a me

“E adesso che non ho più il mio motorino, che cosa me ne faccio di una macchina? E adesso che non c’è più Topo Gigio che cosa me ne frega della Svizzera?” (trappola della felicità)

Crescere significa scontrarsi con la realtà, spesso vedere i propri sogni e le proprie fantasie infrangersi. Ma è proprio qui che nasce la nostra maturità, che si costruisce il nostro futuro. Adesso che tocca a te, agisci per raggiungere ciò che hai sognato, sfruttando anche l’energia del bambino che è in te!

9. Guarda dove vai

“Prenditi quello che sei e non nasconderti mai, guarda che spalle che hai, forse ce la farai!”

La realtà, che contiene anche quello che siamo e quello che siamo stati, è la prima cosa da guardare per poter pianificare il proprio futuro. Per guardare oltre, lontano, fai un bell’esame di realtà, scopri quali sono le tue risorse e mettile in gioco per raggiungere i tuoi obiettivi.

10. Quante volte

“Io non voglio più vivere solo per fare compagnia. Io non voglio più ridere, non mi diverto più, ed è colpa mia. Non ho voglia di credere che domani sarà, sarà diverso e poi chi lo sa!”

Martin Seligman, il padre della psicologia positiva, individua degli elementi fondamentali per definire la felicità autentica che sono:

  • Provare emozioni positive riguardo al passato e al futuro;
  • Assaporare sensazioni positive che derivino dai piaceri dell’esistenza;
  • Trarre gratificazione dalle potenzialità personali;
  • Usare le proprie potenzialità al servizio di qualcosa di più grande per dare significato alla propria esistenza.

Questo ultimo punto in particolare si ricollega al brano che abbiamo citato.

Trovare un senso più alto alla nostra esistenza, mettendo in campo le proprie risorse per la costruzione di qualcosa di utile e bello, aggiungere valore ai contesti in cui viviamo e alle persone di cui siamo circondati.

La felicità ha a che fare quindi, con la capacità di non fermarsi ai piccoli piaceri della quotidianità, ma andare oltre per scoprire il senso di ciò che siamo come individui immersi in un contesto sociale.

Ricevi i miei contenuti esclusivi gratuiti:

Iscriviti alla mia newsletter
Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetta" nel banner"

Psicologia dei Dream Theater: una canzone che diventa “terapeutica”

Così recita il brano che ci illumina psicologia dei Dream Theater:

“Come posso sentirmi abbandonato
persino quando il mondo mi circonda?”

Misunderstood una canzone che descrive perfettamente le sensazioni che emergono quando non ci si sente capiti.

La parte iniziale del brano, molto “morbida”, viene seguita da una seconda parte in cui, il turbinio di accordi, rende molto l’idea di cosa succede dentro una persona che non si sente compresa.

Continua a leggere Psicologia dei Dream Theater: una canzone che diventa “terapeutica”

Come aiutare i tuoi pazienti a lavorare sugli obiettivi con una canzone

Lavoro sugli obiettivi è spesso difficile. Così cantano i Foals:

“Oh dammi un po’ di tempo,
mostrami il punto d’appoggio
dal quale posso scalarla.
Sì, quando mi sento giù,
tu mostrami un’indicazione stradale che
mi faccia capire dove dovrei andare.”

Un brano per parlare della difficile scalata verso i nostri obiettivi, la canzone si chiama “Mountain at my gates” dei Foals!

La crescita personale ruota attorno a questo importantissimo concetto: darsi degli obiettivi, cambiare le proprie abitudini affinché questi possano essere raggiunti e mantenuti.

Continua a leggere Come aiutare i tuoi pazienti a lavorare sugli obiettivi con una canzone

Ti senti spesso solo? Combatti la solitudine con le canzoni

Una playlist di canzoni sulla solitudine per imparare ad affrontare la condizione di sentirsi fuori dal mondo

Con quasi 7,5 miliardi di persone nel mondo, i social network che hanno abbattuto la teoria dei sei gradi di separazione e internet che ci offre informazioni in tempo reale e contribuisce alla creazione di relazioni, come ci si può sentire soli?

Continua a leggere Ti senti spesso solo? Combatti la solitudine con le canzoni