La carta d'identità musicale di Fabio Zaffagnini, ideatore di Rockin'1000

La carta d’identità musicale di Fabio Zaffagnini, ideatore di Rockin’1000

Nell’articolo in cui vi ho parlato dell’effetto terapeutico del cantare insieme agli altri ho citato come esempio la performance musicale di gruppo dei Rockin’1000, la band più grande al mondo.

Vedere una distesa di 1000 musicisti suonare all’unisono provoca un’emozione fortissima, sembra la scena di un film dove un esercito schierato è pronto ad attaccare: a un cenno del direttore piovono assoli di chitarra al posto delle frecce e le percussioni creano scompiglio all’animo come una carica di cavalleria.

L’ideatore di questo straordinario progetto musicale è Fabio Zaffagnini, a cui abbiamo chiesto di compilare la sua carta d’identità musicale.  

La carta d’identità musicale

La carta d’identità musicale è uno degli strumenti terapeutici dello Psicologo del Rock:
una playlist con le tue  10 canzoni preferite, quelle che definiscono la tua identità,  connesse a particolari ricordi e sensazioni e che utilizzi per entrare negli stati emotivi che desideri: ad esempio relax, energia, concentrazione.

A Fabio abbiamo chiesto di raccontarsi in 10 tracce musicali per trarre ispirazione da una persona decisamente rock!

Troverete una traccia da lui indicata e subito dopo come Fabio vive e sente questa traccia.

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1. Led Zeppelin – Communication Breakdown (1969)

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Questa lista è in ordine sparso di preferenza, tranne che per i primi. I Led Zeppelin li ascolto quando guido, quando corro, quando lavoro, quando mangio, quando gioco. Avrei potuto scegliere un pezzo qualsiasi dei loro, davvero uno a caso.

Dico Communication Breakdown per l’urlo di Robert Plant al minuto 1:52, mi fa drizzare i peli come spilli, ogni volta.

Gli Zeppelin mi fanno vomitare tutta la frustrazione, la rabbia, la stanchezza, lasciandomi completamente svuotato, leggero e felice.

2. The Beatles – I Am The Walrus (1967)

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Questa canzone mi fa sentire come se stessi rotolando in un enorme marshmallow. E’ una canzone che non solo si ascolta, ma si vede in mille colori vivaci, si tocca con le mani.

3. Jimi Hendrix – Wait Until Tomorrow (1967)

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Wait Until Tomorrow per me dovrebbe essere popolare come Little Wing o Foxy Lady… lo so, non ci sono particolari virtuosismi, distorsioni, feedback, effetti… ma Cristo, anche quando “fa cose semplici” quello di Jimi Hendrix non è solo un suonare, lui disegna fiorellini in aria, immagina, vola!

E poi quel cantare svogliato… tutto così naturale, così fluido, wow!

4. Cream – White Room (1968)

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White Room mi piace per i contrasti: dalle parole che affiancano immagini scollegate e spiazzanti; alla musica che sovrappone una intro drammatica alla base ritmica propulsiva ma non invadente, rotta da quel fantastico wah wah (io adoro il wah wah!) della chitarra di Eric Clapton, che pur giovanissimo, aveva un tiro della Madonna.

5. Johnny Cash – Personal Jesus (2003)

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E’ raro, ma ogni tanto le cover sono meglio delle originali. So che potrei venire linciato da orde di fan dei Depeche Mode, ma la realtà è che le sonorità degli anni ’80 mi fanno schifo! (a parte qualche rara eccezione)

Sapere che Johnny Cash l’ha cantata a 70 anni suonati, mi fa ben sperare per il mio futuro, non necessariamente finirò a rincoglionirmi davanti alla tv con la copertina sulle ginocchia.

6. Hot Chip – Over and Over (2006)

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Mi rimproverano spesso dicendo che sono un integralista, ma non è vero! Over and Over è una ficata assoluta, non ho altro da aggiungere. Se tutta la musica elettronica fosse così, ne ascolterei tanta.

7. Foo Fighters – Learn to Fly (1999)

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Vabbè, mi ha cambiato la vita.

8. Rolling Stones – Can’t You Hear Me Knocking (1971)

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Gli Stones sono un po’ come i Led Zeppelin…non saprei cosa prendere. Quindi vado di questa, soprattutto per quello che fa Keith Richards nella prima metà…quanto sugo! (come direbbe il mio amico Claudio)

Quando la ascolto mi viene naturale fare la faccia corrucciata, oscillando avanti e indietro la testa.

9. King Tuff – Black Moon Spell (2014)

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Alla faccia di chi dice che il Rock è morto. Non so se la conoscete, ma ascoltatela e poi mi dite!

10. Toquinho & Vinicius de Moraes – Chega de Saudade

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Ma come, la Bossa Nova? Eh sì, ragazzi miei, d’altronde mi si si può solo pogare o alzare le corna a cielo! La bossa nova mi piace perché è tutto un gioco di sfumature e mi fa pensare che la malinconia in realtà sia un regalo meraviglioso.

Mi scuso per gli altri per non averli citati in questa lista, in particolar modo gli Who, i Nirvana, i Pink Floyd, David Bowie ed i Velvet Underground.

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Pubblicato da

Rocco Iannalfo

Nella mia professione unisco le mie passioni: la Psicologia ed il Marketing. Lavoro come Web Marketing & Social Media Manager e Blogger Freelance. Fondatore di Marketing per Psicologi - www.marketingperpsicologi.it