16 canzoni sugli psicofarmaci [dai Nirvana a Battiato]

Non sono un medico.
Come psicologo e psicoterapeuta non posso prescrivere farmaci, tantomeno dare dei “consigli” su modalità e dosaggi; tuttavia mi trovo a contatto con la farmacologia perché a volte i miei pazienti assumono: cerco di collaborare con i medici per la salute delle persone e per trovare la migliore terapia possibile.

Cosa penso dei farmaci? Semplice: bisogna vedere che senso clinico hanno, quale obiettivo, per quale malattia, se vengono presi a casaccio o c’è un monitoraggio medico su di essi. Continua a leggere 16 canzoni sugli psicofarmaci [dai Nirvana a Battiato]

Immaginare una canzone è (quasi) come sentirla [RICERCA]

Quali circuiti cerebrali usiamo per l’ascolto e l’immaginazione della musica? Ricercatori americani e canadesi (Zatorre, Halpern,Perry,Meyer e Evans, 1996) si posero questa domanda.

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I mostri che abbiamo dentro descritti da un grande cantautore scomparso

Fa un certo effetto non capire bene
da dove nasce ogni tua reazione.
E tu stai vivendo senza sapere mai
nel tuo profondo quello che sei
quello che sei.

Così inizia la geniale trattazione dell’inconscio composta e eseguita da Giorgio Gaber ne “I mostri che abbiamo dentro”; attraverso suoni tribali, cupi e onirici l’artista guida piano piano l’ascoltatore all’interno di un viaggio introspettivo di cui tutti diventiamo protagonisti.

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Cos’è l’inconscio?

Trovando le sue radici già nei pensieri degli antichi greci, il concetto di inconscio prende campo con la nascita della psicoanalisi agli inizi del ‘900.

L’inconscio raccoglie tutti quegli elementi della vita psichica e affettiva che vi sono stati relegati perché troppo dolorosi e/o inaccettabili e, quindi, non accessibili alla coscienza.

In che modo le forze inconsce influenzano la nostra vita

Nella pratica clinica con i pazienti è evidente come le forze inconsce influenzino l’agire e il sentire delle persone senza che queste se ne rendano conto.

Ad esempio, i contenuti inconsci non elaborati sono quelli che ci spingono ad agire in modo che ci accadano sempre le stesse cose, che ci fanno innamorare sempre dello stesso tipo di persone portandoci in un vortice di relazioni fallimentari e che ci mettono continuamente davanti alle medesime frustrazioni.

Per quanto la nostra coscienza possa lavorare allo scopo di tenere sotto controllo le nostre forze sotterranee, prima o poi queste troveranno il modo di emergere.

https://instagram.com/p/8wOKR8O27d/?tagged=gaber

Inutile nascondersi. 

 I mostri che abbiamo dentro
che vagano in ogni mente
sono i nostri oscuri istinti
e inevitabilmente
dobbiamo farci i conti. 

 Quando l’inconscio ci indica che dobbiamo chiedere aiuto

Incubi ricorrenti, ansie non appropriate al contesto, attacchi di panico, somatizzazioni fisiche, alterazioni del tono dell’umore sono alcune tra le principali sintomatologie che ci indicano che qualcosa nella nostra vita cosciente è in dissonanza con la nostra essenza più profonda.

Articolo della Dr. ssa Silvia Pieri 

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Non mi basta più niente: il profilo psicologico dei Giorni Anomali

I Giorni Anomali sono una band viterbese che conta nella zona numeri paurosi: piazze piene e visualizzazioni alle stelle. Ora stanno cercando di traghettare il loro pop-rock fatto di consapevolezze forti verso l’intera penisola. Ho intervistato il cantante e autore, Federico Meli, mio amico, e questo è quello che ne è venuto fuori.

Il nuovo singolo si chiama “io non la voglio una vita normale”…perché?  Cosa c’è di brutto nella normalità?

Nella normalità non c’è nulla di brutto. Anzi la normalità/serenità é l’unica condizione che permette all’essere umano di vivere una vita “felice”. Il non volere/avere una vita normale è più che altro una tendenza, un’attitudine, un’occorrenza che nasce un po’ dal vissuto personale, un po’ dalla predisposizione. Certo è che senza il disagio e senza lo stare male viene meno quella rabbia e voglia di rivalsa che rappresentano l’unico mezzo per arrivare al coronamento di obiettivi importanti.

E io questa vita normale non la voglio anche se a volte costa caro.

 In cosa ti senti normale e in cosa no?

 Quando alzo un po’ il gomito sono capace di fare cose di cui vergognarmi; allo stesso tempo, durante i giorni feriali, sono uno che si sveglia la mattina alle 7.00 per andare a fare il professore di ginnastica e il maestro di scherma.

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 Perché scrivi? Che bisogni compensi con la musica?

Senza dubbio lo scrivere canzoni è la cosa che mi ha salvato la vita. Dentro ad esse ho messo tutto il mio senso di inadeguatezza, tutte le mie rabbie, tutte le mie paure. La funzione catartica dell’arte penso sia da sempre e per sempre una cosa indiscutibile.

 Pensi che la tua infanzia e adolescenza abbiano degli influssi su quello che scrivi e canti?

Ovviamente sì. Direi quasi nella loro totalità. Voi psicologi mi insegnate che il vissuto, i traumi, i bei ricordi di quell’età, condizionano in maniera profonda tutto l’iter futuro di vita. E di conseguenza la stesura dei testi per chi fa musica.

 Visto che spesso i cantautori sono persone emotivamente turbate…cosa pensi della psicologia e della psicoterapia?

Personalmente ho vissuto l’esperienza della psicoterapia qualche anno fa. E senza problemi sono pronto a dire che insieme e contestualmente alla musica, è la cosa che mi ha salvato dall’impazzire.

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 Ascoltando le canzoni, sembra che spesso tu dica alle donne “attenta, con me non si gioca”… Mi spieghi questa tua posizione?

Storicamente il gioco della seduzione passa dal fatto che i maschi “ci provano” e le femmine “fanno le femmine”. Questo ci sta, però, per come sono fatto io, credo molto di più in un gioco pulito, alla pari, senza tante “scene”, in cui o ti concedi o no senza mandarla troppo per le lunghe.

 Ogni tanto i personaggi delle tue canzoni sono femminili…cosa ti piace e cosa non ti piace in una donna?

Ricollegandomi alla risposta precedente, a me le donne piacciono solo di una tipologia: Rock’n’roll. Cosa intendo per “donna rock’n’roll”: che si lasci andare ogni volta che lo ritenga opportuno, e non che si contenga per motivi di normopatia o cultura cattolico-cristiana. Che sia sincera, che sia corretta.

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Il frontman è sempre l’elemento del gruppo che attira di più…che rapporto hai con la sessualità? E con l’amore?

Per tanto tempo ho legato il concetto di amore per una donna al concetto di fedeltà. Da diverso tempo ho capito che le due cose non sono per forza legate. Per chi, come me, ha scelto il rock’n’roll come compagno di vita, sarebbe anche difficile ed incoerente pensare di credere o promettere ad una donna che le sarò fedele per tutta la vita.

Il mio rapporto con la sessualità va a periodi: in linea di massima sono una persona che ama cambiare spesso partner, condividere l’atto sotto l’effetto di sostanze alcoliche, sempre e solo in situazioni di festa.

 “Una vita a correre senza fermarsi mai”: Significa vivere pericolosamente? Che rapporto hai con la morte?

 Ho tanta paura della morte, la vedo come la fine della festa.

Sì, sono dipendente dal vivere pericolosamente, mi annoierebbe il contrario. Ho molta paura della morte, ma se prendo in considerazione il mio stile di vita mi rendo conto che non faccio nulla per posticiparla ad una data più lontana possibile, anzi…..

Avete un rapporto veramente carnale con il vostro pubblico: quali emozioni pensi trasmetta la vostra musica?

Penso semplicemente che essendo una persona nella media, la media delle persone si riconosca in quello che è il mio vissuto, e penso che l’aver ascoltato musica cantautoriale per moltissimi anni mi abbia insegnato ad esprimere in maniera abbastanza diretta quello che provo e quello che racconto.

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 Chi è il fan dei giorni anomali?

Il nostro progetto è molto trasversale. Mi capita di avere feedback positivi a partire da un mio alunno delle elementari, passando dal tossico che mi ferma per strada, arrivando alla cinquantenne , ai coetanei, ai teenager. Insomma un bacino di utenza abbastanza eterogeneo.

Cosa desideri per il tuo gruppo? In fondo: cosa vuoi dalla vita?

Al punto in cui siamo arrivati, voglio l’Italia, il potermi permettere di vivere solamente di musica. Davanti a questa ambizione ormai non metto più niente, neanche la mia vita. Non mi basta più niente.

Intervista del Dr. Romeo Lippi

Perché i Ministri mangiano la terra?

La persistente ingestione di sostanze senza contenuto alimentare è una malattia psichiatrica chiamata PICA (Nel Dsm V è inserito nella categoria dei disturbi alimentari e della ruminazione).

Oltre alla terra altre sostanze ingerite possono essere, ad esempio:

Carta
– Sapone
– Stoffa
– Capelli
– Gesso o talco

Ne parlano i Ministri in questo pezzo:

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Quali sono i problemi connessi

Le conseguenze di tale pratica possono essere principalmente dei problemi all’apparato gastro-intestinale o infezioni.
Oltre un vissuto di vergogna o senso di colpa per chi lo mette in atto; infatti nel testo si dice:

Mi nascondevo per non farvi star male.

Perché si mangia la terra?

Non c’è un origine univoca: in alcuni casi si riporta ad un deficit di sali minerali (come il ferro) ma più spesso è collegato alla disabilità intellettiva (come l’autismo) o disturbi emotivi.
Il caso narrato dai Ministri sembra essere più legato ad un’area emotiva, come un disturbo ossessivo-compulsivo o del controllo degli impulsi (se fosse in un adulto).
La storia parla di un bambino a cui piace mangiare la terra, curioso di questa pratica, ma avvezzo a farla forse anche in situazioni di stress…ad esempio:

e ancora oggi
quando tu manchi
io mangio la terra

oppure

credevi che fosse tutto normale
ma io le cose non le voglio solo capire
io le cose le voglio mangiare
e nel mio stomaco entrava di tutto
le vostre sfuriate
la carta per fare i regali

Cioè sembra che quando i caregiver (presumibilmente i genitori) fossero assenti (“tu manchi”) oppure litigassero (“le vostre sfuriate”) il bambino si sentisse a disagio e compensasse tale sensazione negativa con l’ingestione della terra…un po’ come nella bulimia ci si abbuffa quando si è pieni di emozioni negative.

Incredibilmente quando ho intervistato i Ministri mi hanno detto che è una delle canzoni più citate dai loro fan!

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Francesco De Gregori non è la persona che pensi

è una proiezione!

Cos’è la proiezione?

In psicoanalisi, la proiezione è un meccanismo di difesa che consiste nello spostare sentimenti o caratteristiche propri, o parti del Sé, su altri oggetti o persone.

Fritz Pearls mostra come tendiamo a proiettare o quello che non accettiamo di noi stessi o quello che vorremmo essere.
Non c’è da preoccuparsi lo facciamo tutti i giorni:

– In una persona che stimiamo proiettiamo la forza, l’intelligenza e il talento che non riusciamo ad esprimere; oppure proiettiamo una figura importante per noi: un padre, un maestro, una guida.

– In una persona che ci sta antipatica proiettiamo le nostre debolezze, rabbie, a volte morbose fantasie; come nel caso nel diverso, dell’antagonista o del traditore.

Proiezione = rockstar/popstar

I nostri miti sono proiezioni; cioè nell’amare la loro arte noi finiamo ad amare la persona; una persona che non conosciamo ma a cui attribuiamo molte caratteristiche positive; una star diventa bella, affascinante, simpatica, intelligente, DISPONIBILE, ricambia il nostro amore.

“Guarda che non sono io”

Così dice Francesco De Gregori ad un suo fan che lo ferma per strada e gli parla.
Ecco come il Principe “smonta” le proiezioni.

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De Gregori si smitizza subito:

Guarda che non sono io quello che stai cercando 
Quello che conosce il tempo, e che ti spiega il mondo 
Quello che ti perdona e ti capisce 
Che non ti lascia sola, e che non ti tradisce

Cioè io non sono quello che pensi, non sono un maestro, Gesù o un partner.

Guarda che non sono io la mia fotografia 

Quello lì è il mito, io sono un uomo normale, infatti il Principe conclude:

Scusami però non so di cosa stai parlando 
Sono qui con le mie buste della spesa 
Lo vedi, sto scappando 

Piccola esperienza personale con De Gregori

Una volta, prima di un concerto, chiedemmo a De Gregori di fare una foto con noi. Lui, ridendo, ci disse di no e se ne andò. Andammo via arrabbiati e imprecando contro di lui.
Eravamo vittime della proiezione: pensavamo che il nostro mito dovesse PER FORZA essere disponibile con noi.
Niente di più sbagliato.

Cosa puoi apprendere da questo

Uso spesso questa canzone, la faccio sentire alle persone che fanno un percorso di crescita con me; questo brano mi permette di spiegare loro le proiezioni.

Non esistono i miti, esistono gli uomini; i miti sono costruzioni narrative intorno a uomini.
Quindi, anche tu, essendo un essere umano hai un valore, non certo inferiore, a quello di una star

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