Margherita, 23 anni mi scrive questa E-mail. 
Molto bella, le chiedo se la posso pubblicare. 
Eccola, per voi: 

Ciao/Papà/la musica

Ciao -salve, non so esattamente se darle del Lei o prendermi la libertà di darti del tu. Mi sento leggermente più a mio agio con la seconda, chiedo perdono per l’insolenza. Quindi: ciao Romeo.

Ho questa email in bozza da quasi un mese, da quando ho scoperto la tua pagina su facebook. Sono quasi due anni che mi frulla in testa l’idea di “dover” parlare con qualcuno, perché ci sono molte cose che dico solo a me stessa, cose che mi abbattono o non mi fanno stare bene.

Poi ho scoperto la tua pagina, e dopo un mese mi sono fatta coraggio. Sono un’assidua ascoltatrice, anzi direi divoratrice di musica da quando sono bambina. Mio padre mi ha insegnato ad amarla, e con il tempo ho creato il mio rapporto personale con essa. Ho cantato per cinque anni in un gruppo rock e lì ci sono i ricordi più belli della mia adolescenza.

Ormai non canto in pubblico da anni -tre anni, per me sono tantissimi- ma negli ultimi mesi ho cercato di avviare un progetto solista, che per ora è -appunto- solo un progetto, ma che spero di sviluppare davvero nel prossimo anno. Ho usato queste poche righe per presentarmi, ma credo che sia meglio lasciar parlare la mia playlist personale, forse per te è più utile.

Ho faticato tantissimo a trovare queste dieci canzoni, sono dovuta tornare indietro nel tempo, anche di molti anni in alcuni casi.

1) RAMMSTEIN – SEEMANN

E’ una canzone che mi tranquillizza moltissimo. Generalmente l’ascolto quando voglio calmarmi o prima di un grande evento, come portafortuna.

Mi fa sentire effettivamente come se fossi su una barca in mezzo al mare, protetta e cullata
(il paradosso è che ho una paura folle dell’acqua alta, non sapendo nuotare).

2) DEPECHE MODE – NEVER LET ME DOWN AGAIN

Adoro la discografia dei Depeche, ma questa canzone in particolare mi tocca nel profondo. Mi ricorda il mio migliore amico del liceo, con il quale avevo un rapporto simbiotico e tormentato allo stesso tempo; non ci parliamo da anni – e credo sia meglio così- ma gli ho voluto molto bene.

Quando ascolto il finale della canzone, puntualmente, mi viene la pelle d’oca sulle braccia.

3) EDITORS – IN THIS LIGHT AND ON THIS EVENING

Non so esattamente perché mi piaccia così tanto questo brano, non so esattamente se mi ricordi qualcosa o meno, forse no. Non sono nemmeno mai stata a Londra. Ma dalla prima volta che l’ho ascoltata è stato come se avesse tirato fuori qualcosa da me e l’avesse trasformato in musica.

Nei momenti in cui sono particolarmente emotiva mi fa sudare freddo.

Credo che in assoluto sia la canzone che più mi rappresenta, per qualche motivo.

4) LITFIBA – IL VOLO

Sono particolarmente legata ai Litfiba. Ho iniziato ad ascoltarli a 5 anni, quando ho chiesto in regalo per il mio compleanno uno stereo. Mio padre è stato la mia prima biblioteca musicale e i Litfiba sono forse la passione musicale più grande che abbiamo in comune, insieme ai Police.

Questo brano in particolare mi ricorda un periodo difficile per me e mio padre, quando suo fratello di appena 40 anni è morto di pancreatite acuta. Io ero appena adolescente, avevo 13 anni, e nel mio immaginario mio zio, che aveva sempre bevuto parecchio, aveva scelto di morire.

La famiglia di mio padre è sempre stata piena di problemi (mio nonno ha avuto per tutta la vita grandissimi problemi con l’alcol, prima di morire di tumore, mio zio ha vissuto poco ed è morto davanti a mio padre, mia nonna ora soffre di alzheimer e rivive tutti i momenti drammatici della sua vita davanti a noi), ma gli sono molto legata e sono fiera del mio nome.

“Potevi avere il mondo, ma l’hai lasciato”

5) U2 – SUNDAY BLOODY SUNDAY

Gli U2 mi hanno accompagnato per gran parte del liceo e la questione irlandese in particolare mi ha sempre toccato molto sin dalle scuole medie, non so per quale motivo. Mi scatena sempre una sorta di moto di ribellione. “We eat and drink while tomorrow they die”.

6) STING –  FRAGILE

Amo ascoltarla quando mi sento malinconica ma piena di speranze. Mi trasporta in uno stato di tristezza danzante, che quindi non è così triste.

7) LADY GAGA – ARTPOP

Ho conosciuto Lady Gaga con questa canzone, in particolare con la versione cantata insieme ad Elton John. Ci ho messo parecchi mesi ad accettare il fatto che mi piacesse la musica di Lady Gaga. Eppure sembrava quasi che con quelle parole stesse parlando proprio con me.

Con il tempo Artpop è diventata per me un coro di autodeterminazione e liberazione dai miei pregiudizi,

e Lady Gaga -quella strana bambola ora di metallo pesante, ora fluttuante- è un delle personalità che mi ispira di più.

8) EDITH PIAF – MILORD

E’ la mia canzone dell’allegria e della gioia di vivere. L’ho cantata e ascoltata in momenti importanti della mia vita.

E’ la canzone della spensieratezza, della spregiudicatezza e della speranza. “Mais oui, dansez milord!”

9) DEBUSSY –  CLAIR DE LUNE

La conobbi per caso su un sito di musica streaming e da quel momento non mi ha più abbandonato. A seconda del momento può trasmettermi emozioni differenti: tristezza, speranza, malinconia, dolcezza, abbandono, calore.

L’ascolto spesso quando scrivo: mi libera la testa dai pensieri di troppo.

10) ENNIO MORRICONE – C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA (TEMA DI DEBORAH)

Il mio pezzo preferito del mio film preferito. L’ho ascoltato dal vivo poco più di un mese fa e mi sono commossa senza rendermene conto né potermi controllare.

A parte il fatto che Morricone riesce a trasformare la vita di qualsiasi persona in un film,

questo pezzo ha qualcosa di veramente speciale. Mi porta quasi sempre al pianto, non so bene perché.


Grazie Dottor Romeo. Già solo aver scritto questa email è servito a qualcosa. 

Buona domenica,
Grazie a te, Margherita 😉 
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