Isolarsi per creare autostima: vivere “muso duro”

Creare autostima in situazioni straordinarie e drammatiche può essere veramente difficile e per molti impensabile. Eppure proprio in queste occasioni, si può entrare "a muso duro", come direbbe Bertoli, in sfida per dedicarsi a sé e costruirsi nuovamente. Creare autostima e crescere, nonostante le avversità.

Isolamento: una sfida per creare autostima

Si può creare autostima in isolamento, continuare a crescere senza bloccarsi.

Non è semplice credere a questa affermazione. Non è semplice sentire dentro questa convinzione ed impossibile avvicinarla senza paura o rabbia.

Infatti, i periodi di isolamento e quarantena quest’anno sono all’ordine del giorno. La presenza ed il contatto con il coronavirus mette a dura prova ognuno di noi. Il rischio, per la salute, costringe tanti ad isolarsi preventivamente.

Gli isolamenti mettono a dura prova la nostra forza, le nostre certezze, allontanandoci fisicamente da chi vogliamo bene.

L’incertezza continua può portare a credere di non farcela, di non avere più valore e minare l’autostima. Ci si può sentire bloccati!

Bloccati in una stanza, in una casa, senza lavoro certo o senza le libertà di prima.

La distanza, però, è fisica, ma non sempre sociale e la tecnologia può essere fondamentale a collegare ed unire. Fondamentale come per alcuni è stata “la pausa” data dall’isolamento, o dalle restrizioni, per rimettersi in discussione.

Per Giorgio (nome di fantasia), ad esempio, è stata utile per vivere diversamente e creare autostima.

Ma non è stato un processo semplice!

Il “muso duro” di Giorgio nel creare autostima

Giorgio è un adulto, ha passato i trent’anni e aveva un lavoro stabile, una sicurezza ed una rete di amici e persone care.

Intraprende un percorso di crescita, avendo perso lavoro e contatti vitali nell’isolamento.

Si presenta online con voce flssa, un aspetto trascurato: vede tutto nero e valuta negativamente il suo valore e la situazione che sta vivendo. Fortunatamente, c’è un filo di speranza e fiducia.

Si ricorda presto della strada fatta negli ultimi anni, dal primo lockdown di quest’anno e riesce a vivere un percorso di crescita e creare autostima, sviluppando idee lavorative ed aiutando altre persone.

Eppure Giorgio vive da solo e ha perso molto.

“Com’è possibile che ci sia riuscito in così poco?”, mi chiede.

Mentre me lo domanda, pensa “a muso duro”, riflette sulla sfida per scoprire meglio sé, sviluppare resilienza e creare un’autostima più profonda.

“Una grande sfida”, conclude.

In quel momento collega la sua esperienza a ciò che ha appreso anche grazie alla canzone “a muso duro”, una canzone che abbiamo ascoltato insieme e che lo ha aiutato a cambiare prospettiva.

Da trauma e perdita, a sfida da affrontare a muso duro!

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La sfida dell’isolamento

E adesso che farò, non so che dire

Ho freddo come quando stavo solo

Così inizia Pierangelo Bertoli ad accompagnare con la sua canzone, “a muso duro”, il sentimento e lo stato di Giorgio: non sa che fare, che dire e si sente solo.

E’ normale non sapere cosa fare, soprattutto in un primo momento e quando accadono fatti straordinari, fuori dalla normalità. Sentirsi solo durante un isolamento fisico può essere un sentimento molto intenso.

Per Giorgio, infatti, sono importantissime le relazioni e proprio da quelle riparte: si connette “socialmente” mediante la tecnologia. Le aiuta e inizia a sentirsi nuovamente importante.

Con questo piccolo, grande passo inizia il suo percorso “a muso duro” per creare autostima e valore a sé e agli altri. Una catena di eventi, idee ed azioni lo conduce a creare un nuovo lavoro, creativo ed in linea con i valori, con ciò che per lui è veramente importante.

Inizia a cantare diversamente, in accordo con ciò che la psicologia positiva ha studiato relativamente alla resilienza ed allo stress in situazioni drammatiche.

Sviluppare resilienza

Canterò le mie canzoni per la strada

ed affronterò la vita a muso duro

un guerriero senza patria e senza spada

con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro

La forza nel passato e nei valori e lo sguardo pieno di speranza. Queste sono altre strofe della canzoni e alcune caratteristiche delle persone resilienti, che vivono lo stress ed il cambiamento come una sfida.

Come Bertoli ha ispirato Giorgio, Kelly McGonigal ha divulgato molti studi e parlato di quest’argomento nel suo libro “il lato positivo dello stress”, descrivendo ciò che Giorgio ha vissuto sulla propria pelle.

I cambiamenti generano stress, un processo di attivazione necessario per affrontare la situazione. L’isolamento e la quarantena in alcune persone possono produrre delle attivazioni ed emozioni intense, imprevedibili e durature che non si possono evitare.

Per questo la psicologia positiva ha studiato i cambiamenti e la resilienza, ossia la capacià di riprendersi dopo i fallimenti o gli eventi negativi, prosperare nonostante le difficoltà.

Gli esempi e gli studi psicologici riportati in vari articoli scientifici sull’argomento descrivono le situazioni più complesse e drammatiche.

La dottoressa McGonigal riporta studi nei quali risulta fondamentale la valutazione che si dà allo stress stesso, alla pressione, limitazione o performance che si deve affrontare.

Il modo migliore per affrontare una situazione è vedere lo stress come qualcosa di

  • Positivo e adattivo

In poche parole, una sfida ed un’opportunità. Giorgio è riuscito a cambiare prospettiva, entrare in sfida “a muso duro” e vedere il positivo dentro ad eventi drammatici.

La sfida: spazio utile per creare autostima

Giorgio affronta “a muso duro” la nuova realtà, si rigenera nelle relazioni e scopre nuove risorse.

Mesi dopo il primo lockdown contrae il virus: continua per lui il periodo di isolamento fisico, ma anche in quest’occasione continua il percorso e dimostra a se stesso di aver appreso molto dalla propria esperienza con lo stress ed il cambiamento.

Il periodo di lunga “pausa”, fortunatamente non critico per la propria salute, aiuta Giorgio comprendere e vivere due aspetti importanti:

  • Lo stress, anche in situazione drammatiche, è positivo
  • Le “pause” possono essere uno spazio per dedicarsi alla propria crescita personale

In alcuni casi è veramente importante chiedere aiuto ad un professionista, perché questo processo di resilienza e adattamento non sempre avviene spontaneamente.

Nel seguente video è descritto un esempio del fenomeno di crescita Post-traumatica dopo eventi drammatici con nuove canzoni:

Giorgio è riuscito a valutare la situazione come una sfida, un’opportunità per costruire le basi per future idee, progetti ed ha tenuto rapporti autentici con persone.

Resiliente e determinato è riuscito a mantenere salda e profonda la sua autostima.

E’ riuscito a creare autostima!

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