L’autostima in amore: la rivincita dei buoni

Levante canta la rivincita dei buoni, il lavoro faticoso che parte da sé per migliorare le relazioni. I consigli comuni spingono ad altro, ma lavorare sull'autostima in amore porta a scoprire un  nuovo modo di stare con l'altro o lasciare per continuare un percorso di vita soddisfacente.

I “buoni” consigli per l’autostima in amore

Lascialo prima che la tua autostima sia a terra

Lotta fino in fondo per starci insieme

Hai mai sentito queste frasi? Spesso queste parole provengono da chi ti vuol bene. Sono dei consigli che puoi sentire quando ti sfoghi con amici o persone che ti stanno molto vicino.

Sfoghi delle emozioni che nascono da una situazione di grande sofferenza. Racconti i momenti di passione, di gesti incredibili, intensi, ma tutto si appiattisce quando emerge la tua insoddisfazione.

Senti, infatti, che l’autostima in amore, il valore nella relazione, che percepisci e che trasmetti sta crollando e cadendo a terra.

Gli altri ascoltano le tue parole e vivono le tue emozioni e sono pronti a consigliarti: sanno quanto sei “buono”, quanto per te possa essere difficile ferire, lasciare andare e quanto sia dolorosa la separazione.

Anche nei loro consigli è presente ed evidente l’ambivalenza, i desideri in conflitto tra il volere stare insieme e l’essere felice.

Nel cambiamento, spesso, i desideri sono in conflitto e nella scelta si perde qualcosa. Eppure proprio qui si nasconde una strada per nutrire l’autostima in amore e nelle tue relazioni.

La stessa autostima che nella relazione sta crollando.

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L’autostima in amore

É sapere comune che l’attrazione e la chimica nelle relazioni non bastino. I momenti belli, nei quali vi è totale connessione fisica, mentale e sensuale sono veramente importanti per la coppia.

Eppure, quanti sono, o sono stati, questi momenti nella relazione per te importante?

L’insoddisfazione può minare fortemente l’autostima nella relazione di entrambi. Spesso, si prova rabbia e tristezza proprio dal non sentirsi amati e compresi dall’altro.

In questi casi si litiga, si scappa, si richiede aiuto per ricevere cura e affetto, ma ciò non aiuta sempre a vivere diversamente il rapporto, a comunicare meglio all’altro la tua autostima ed il tuo valore.

Inoltre, nella richiesta di aiuto spesso non si trova l’empatia desiderata: ciò lede ancor di più il potere personale ed il desiderio di volere “risolvere” la situazione.

Il rischio nell’essere passivo o aggressivo è quello di alimentare ulteriormente la tua insicurezza senza prendere la decisione di lasciare o continuare pienamente la relazione.

La scelta e l’ambivalenza nel cambiamento e nei bisogni frustrati sono stati osservati approfonditamente dalla psicologia ed espressi in più forme dall’arte.

Entriamo nel tema dell’attaccamento!

L’attaccamento ed il bisogno di essere amati

John Bowlby, uno degli psichiatri più influenti della storia, ha osservato i bisogni fondamentali dell’essere umano. Fin dall’infanzia abbiamo bisogno di qualcuno per sopravvivere e sviluppare come esseri umani adulti.

Si chiama attaccamento.

Da adulti portiamo ancora dentro quel bisogno fondamentale di amare ed essere amati.

Ognuno sviluppa, secondo la Teoria dell’attaccamento di Bowlby, un proprio modo di stare in contatto con l’altro, di stare vicino o lontano, di comunicare e di esprimere convinzioni profonde che reggono e guidano questa modalità.

Attraverso i desideri ed i bisogni si esprime la vicinanza o lontananza nella relazione.

Altri studiosi, Prochaska e Di Clemente, hanno posto l’attenzione sull’ambivalenza. L’ambivalenza, infatti, si crea dal conflitto tra due desideri forti.

Nel caso di una relazione insoddisfacente potresti desiderare di amare e di essere amato, d’altra parte potresti anche renderti conto che nella relazione non vi è progettualità, contuità ed impegno reale.

Il valore che investi nell’altro non scorre in un futuro relazionale soddisfacente e la sofferenza che si esprime nel modo di stare insieme mina fortemente la tua autostima nella relazione.

Che fare?

In questa situazione, a seconda del proprio stile di attaccamento, si potrebbe automaticamente ricorrere allo scontro, al litigio, oppure alla fuga ed alla richiesta di aiuto verso amici.

Eppure vi è un’ulteriore strada, meno rigida ed estrema, che costa impegno, ma che attraversa proprio l’ambivalenza nel cambiamento.

La rivincita dei buoni per l’autostima nella relazione

La strada che può alimentare l’autostima nella relazione conduce a te. Proprio come canta Levante nella canzone La rivincita dei buoni:

Da quanto ti volevo? Ti ho cercata dentro di me e nel mondo

Da quanto ti volevo ti ho trovata,

eccoti felicità!

Il nemico di cui si parla nel testo è la tua paura di stare solo o sola, di non essere amati. Si esprime nel bisogno di stare con l’altro, ma anche nel desiderio di vivere la relazioni che desideri, il desiderio di essere felice.

Le due posizioni, “vorrei stare con lui”, “non lo voglio”, ed i consigli degli amici, spesso, descrivono questo.

Levante consiglia la terza strada quella che porta verso di te, a costruire la tua autostima nella relazione così com’è.

Ciò può portare in due direzioni diverse:

  1. Sviluppi autostima e l’altro percepisce più valore in te donando stabilità ed una relazione progettuale.
  2. La tua autostima si alimenta, ma la relazione rimane uguale portandoti a non averne più bisogno.

Questi scenari sono esposti anche nel seguente video, guardalo per continuare a lavorare sull’autostima nella relazione!

Il lavoro sull’autostima nella relazione è faticoso e richiede impegno.

Spesso richiede anche l’accompagnamento di un professionista esperto perché coinvolge convinzioni e competenze particolari che puoi approfondire in questo articolo.

D’altra parte, è meglio lavorare e migliorare piuttosto che rimanere nell’indecisione e portare avanti una relazione piena di insoddisfazione e sofferenza per entrambi.

Non trovi?

Buon lavoro sulla tua autostima nella relazione!

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