Oasis: tu pensavi che fossero solo dei beceri ed invece…

Chiaro, sono di parte: gli Oasis sono il mio gruppo preferito.

Tuttavia la loro parabola di vita è oggettiva: due fratelli nati nei sobborghi di Manchester, con un padre violento, in un contesto di disoccupazione, sbornie e piccoli/grandi drammi familiari per tutti, quasi all’improvviso riportano le chitarre distorte nel rock e diventano un’icona di una generazione.

Fanno tesoro degli unici talenti che hanno:

Liam ha la voce e l’arroganza, senza muoversi sul palco viene indicato come il miglior frontman di tutti i tempi;

Noel, medio chitarrista autodidatta, è capace di sintetizzare i propri riferimenti musicali con un testo e una melodia spaziali, crea magicamente degli inni generazionali; è una persona nella media, ma con dei momenti di ispirazione divina.

Se ce l’hanno fatta loro, persone comuni, perché noi/voi non possiamo raggiungere i nostri sogni?


La canzone che mi trasmette più positività, io la definisco la canzone del “farcela”, è MORNING GLORY

Anche se la canzone parla di droga e erezioni mattutine, ha una forza devastante nelle chitarre e in alcuni passaggi di testo.

“Tutti i tuoi sogni finiscono
Quando sei incatenato allo specchio con il tuo rasoio
Oggi è il giorno in cui tutti vedranno
Un altro pomeriggio di sole”

Per me queste frasi vogliono dire: smettila di fare lo schiavo della normalità esci fuori e fai vedere a tutti chi sei”.

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Il medico di De Andrè in galera perché troppo disponibile (come molti di voi…)

Forse la cosa che faccio di più con le persone che vengono a studio da me è aiutarli a diventare più EGOISTI e un po’ più STRONZI. Si avete capito bene; in gergo tecnico si chiama training all’assertività.

Molte persone soffrono perché sono troppo disponibili e troppo passive e remissive. Pensano che più danno, più riceveranno: NIENTE DI PIù SBAGLIATO.

Imparare l’assertività significa smetterla di assecondare gli altri e  cominciare a esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni opinioni senza tuttavia offendere né aggredire l’altro. 

Suggerisco spesso di ascoltare con attenzione questo capolavoro del Faber:

il medico, sin da piccolo, si vuole prendere cura della sofferenza, come vocazione spirituale.
Una volta dottore,

non volli tradire il bambino per l’uomo

rinunciando all’analisi adulta della realtà per le seguire le illusioni infantili, cura tutti GRATIS.

Resosi conto di essere povero, invece di fare la professione chiedendo giustamente dei soldi, si mette a vender elisir miracolosi e viene arrestato come truffatore.

E allora capii fui costretto a capire
che fare il dottore è soltanto un mestiere
che la scienza non puoi regalarla alla gente
se non vuoi ammalarti dell’identico male,
se non vuoi che il sistema ti pigli per fame.

Troppo tardi, caro medico, troppo tardi.

NON SIATE TROPPO BUONI, avete un valore come persona, fatelo rispettare. 😉

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