Sziget: un’esperienza che cambia la vita di una ragazza

Nel Maggio/Giugno 2015 Lo Psicologo del Rock in collaborazione con lo Sziget ha indetto un concorso in cui si metteva in palio il 7 Days Pass per il Super-Festival che si svolge a Budapest.

Vi riportiamo di seguito la testimonianza di Assunta che ha vinto il concorso, è volata sull’isola di Obuda ed ha vissuto un’esperienza non solo di divertimento ma di vera crescita personale.

Ecco le sue parole

Le cose più belle accadono senza preavviso e con una buona dose di culo; così come tutta questa buffa storia.

Ho realizzato che fosse tutto vero solo il 10 agosto, il primo giorno dello Sziget, quando Robbie Williams ha intonato il ritornello di Wonderwall. Per me, una ventenne sfigata, era tutto nuovo: il primo vero viaggio all’estero, il primo festival, campeggiare per la prima volta.

Lo Sziget Festival è stato incredibile!

In meno di una settimana ho visto almeno venti concerti (tra cui soprattutto alcuni che attendevo da molto tempo come Kasabian, Alt-J, Dropkick Murphys), ho mangiato cibo proveniente da tutto il mondo ed ho incontrato un numero infinito di persone proveniente da ogni dove.

Sziget un esperienza che cambia la vita di una ragazza_kasabian

Non dimenticherò mai questa esperienza:

-quell’esplosione di colori in ogni angolo,

-la gente che prendeva tonfi enormi con il crowd-surfing,

-il gulasch con quel caldo atroce,

-i risvegli critici alle 11:30 con il “Nessun Dorma” al palco di musica classica (dove era la nostra tenda),

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-“Breezeblocks” vista e sentita alla perfezione sulle spalle di uno che poi non ho più rivisto,

-tutte quelle birre, rigorosamente Dreher, mai pagate (ma solo offerte),

-le ricerche dei timbri di tutte quelle pazze zone,

-il Luminarium,

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-le feste alle 7:00 PM,

-le violente corse per beccarci le prime file al Main Stage e all’A38,

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-i corpi ricoperti di colori, scritte e sudore (spesso sudore altrui),

-il Kurtőskalács,

-gli ombrelli colorati in aria,

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-le cipolle dappertutto,

-il Fröccs,

-i cestelli alcolici.

Ma forse è meglio fermarmi qui, potrei continuare all’infinito e non voglio piangere sui ricordi. 

Andare allo Sziget è stata la cosa più bella che potesse mai capitarmi. Una settimana qui è stata molto meglio di qualsiasi altro tipo di vacanza. Spero che tutti possano rivivere tutte le mie forti emozioni.

Che dire?

Noi andiamo anche quest’anno…voi che fate?

 

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Pubblicato da

Romeo Lippi

Psicologo, Psicoterapeuta, Cantautore. Responsabile e fondatore del progetto "Lo Psicologo del Rock". Uso nella mia vita e nella mia professione l'integrazione tra canzoni e psicologia.