“Ti amo e ti odio”: capire questa dinamica grazie alle canzoni

“Odio ed amo. Perché lo faccia, forse mi chiedi/non lo so, ma sento che succede e mi struggo”.

Sembra lo stralcio di una traccia di oggi, in realtà è un “brano” del primo secolo A.C.: è l’inizio del carme 85 del poeta latino Catullo.

Tu dirai che è una poesia, non una canzone! Ti sbagli, perché la poesia nel mondo antico veniva recitata con un ritmo (chiamato metrica) ed accompagnata da strumenti: una sorta di rap ante-litteram.

Da allora amore e odio sono stati protagonisti dell’arte, come luce e buio, santità e dannazione.

“Ti odio poi ti amo, non lasciarmi mai più”

cantava Mina in Grande, Grande, Grande.

“È una linea sottile tra amore ed odio. La donna più dolce del mondo può essere la donna più cattiva del mondo”

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